Il Papa suggerisce: coraggio della verità, attenzione a tutti, capacità di affascinare

L'udienza di Papa Francesco con le Famiglie del Preziosissimo Sangue, Aula Paolo VI, 30 giugno 2018
Foto: Vatican Media / ACI Group
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“Vi suggerisco tre aspetti che possano aiutarvi nella vostra attività e nella vostra testimonianza: il coraggio della verità; l’attenzione a tutti, specialmente ai lontani; la capacità di affascinare e comunicare. Sono questi i consigli di Papa Francesco alla famiglia spirituale del Preziosissimo Sangue di Cristo, ricevuta oggi in Vaticano.

San Gaspare, il più grande apostolo del Sangue Prezioso di Gesù, fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue il 15 agosto del 1815. Nel tempo poi l'Associazione si allargò. Missionari e altri sacerdoti vi appartenevano. Religiosi e religiose di varie comunità di Roma e fuori, si aggregarono alla Pia Associazione, trovando in essa l’ispirazione della loro spiritualità incentrata nel Sangue di Cristo. Come i Missionari, anche le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, fondate da Santa Maria De Mattias, le Suore del Preziosissimo Sangue, fondate da Madre Brunner, e altre Congregazioni religiose, ricevettero la loro ispirazione dell’Arciconfraternita.

Inoltre, San Gaspare voleva che tutti i gruppi apostolici, fondati in occasione delle Missioni al popolo, fossero uniti all’Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue; e ciò per diffondere la devozione al Sangue di Cristo, che egli considerava “essenziale alla pietà cattolica”. In tal modo la Pia Associazione diventava un vasto movimento ecclesiale, che animava non solo i fedeli, ma anche i sacerdoti e i religiosi, che ne vivevano la spiritualità incentrata nel mistero del Sangue di Cristo: la grande famiglia spirituale del Preziosissimo Sangue.

Per il primo aspetto “è importante essere persone coraggiose- commenta il Papa - costruire comunità coraggiose che non hanno paura di schierarsi per affermare i valori del Vangelo e la verità sul mondo e sull’uomo. Si tratta di parlare chiaro e non voltare la faccia dall’altra parte di fronte agli attacchi al valore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto, di fronte alla dignità della persona umana, di fronte ai mali sociali, di fronte alle varie forme di povertà”.

Il secondo aspetto – sottolinea Francesco - è l’attenzione a tutti, specialmente ai lontani. Nella vostra missione siete chiamati ad arrivare a tutti, a farvi capire da tutti, ad essere cioè “popolari” usando un linguaggio grazie al quale tutti possano comprendere il messaggio del Vangelo. I destinatari dell’amore e della bontà di Gesù sono tutti: i vicini, ma soprattutto i lontani. Pertanto, occorre individuare le forme più adatte per riuscire ad avvicinare una molteplicità di persone nelle case, negli ambienti sociali e nella strada”.

“Il terzo aspetto che suggerisco – continua il Papa - per la vostra testimonianza è la capacità di affascinare e comunicare. Essa è finalizzata specialmente alla predicazione, alla catechesi, agli cammini di approfondimento della Parola di Dio. Si tratta di suscitare un coinvolgimento sempre maggiore per offrire e far gustare i contenuti della fede cristiana, sollecitando a una vita nuova in Cristo. Il Vangelo e lo Spirito Santo suscitano parole e gesti che fanno ardere i cuori e li aiutano ad aprirsi a Dio e al prossimo. Per questo ministero della Parola, si può trarre ispirazione dall’atteggiamento con cui Gesù dialogava con la gente per rivelare il suo mistero a tutti, per affascinare la gente comune con insegnamenti elevati ed esigenti”.

Conclude infine il Papa: “Ma non dimentichiamo che la vera forza della testimonianza cristiana deriva dal Vangelo stesso. Ed è qui che emerge la centralità del Sangue di Cristo e della relativa spiritualità”.

 

 

 

 

 

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