Il Papa torna a Roma: "Su Medjugorje la Commissione Ruini ha lavorato bene"

Papa Francesco saluta i giornalisti
Foto: Angela Ambrogetti - Aci Stampa
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Medjugorje, la guerra e il rapporto tra i giovani e le nuove tecnologie. Sono i temi che il Papa ha affrontato rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo che lo ha riportato a Roma da Sarajevo.

Sul caso di Medjugorje il Papa ha ricordato che “a suo tempo Papa Benedetto XVI ha fatto una commissione presieduta dal Cardinale Camillo Ruini con altri cardinali, teologi e specialisti. Hanno fatto uno studio ed il Cardinale Ruini è venuto da me e me lo ha consegnato dopo tre o quattro anni di lavoro. Hanno fatto un bel lavoro. Il Cardinale Muller mi ha detto che sono state fatte riunioni nei giorni scorsi per prendere decisioni e poi si diranno. Soltanto alcuni orientamenti si danno ai vescovi su quanto si deciderà”. Il Papa ha poi parlato della scelta di visitare Albania e Bosnia come prime tappe del suo pellegrinaggio in Europa: “Ricordo la domanda che mi avete fatto quando sono stato in Albania: ‘Lei incomincia la visita in Europa da un Paese che non è nella Comunità Europea, e io ho risposto che era un segnale, io vorrei cominciare a fare le visite in Europa dai piccoli Paesi e i Balcani sono martoriati, hanno sofferto tanto per questo c’è la mia preferenza”.

Sulla questione della guerra Francesco ribadisce quanto detto a Sarajevo. “C’è sempre ipocrisia. Per questo ho detto che non è sufficiente parlare di pace: si deve fare la pace. Chi parla soltanto e non fa la pace è in contraddizione. Chi parla di pace e favorisce la guerra con la vendita delle armi è un ipocrita”.

Infine il rapporto tra i giovani e televisione e computer. Anche in questo caso Papa Bergoglio ribadisce il suo pensiero. “Ci sono due cose differenti: le modalità e i contenuti. C’è una modalità che fa male all’anima che è l’esser troppo attaccato al computer, fa male all’anima e toglie la libertà. Ti fa schiavo del computer. E’curioso, tante famiglie, i papà le mamme mi dicono: siamo a tavola e loro con il telefonino sono in un altro mondo . e’ vero che il linguaggio virtuale è una realtà che non possiamo negare, dobbiamo portarla sulla buona strada perché è progresso dell’umanità ma quando questo ci porta via dalla vita comune, dalla vita familiare e sociale , dallo sport e dall’arte e rimango attaccato al computer beh questa è una malattia psicologica, sicuro! Secondo, i contenuti. Ci sono cose sporche, che vanno dalla pornografia ai programmi vuoti senza valori, per esempio relativisti, edonisti, consumisti che fomentano tutte queste cose. E noi sappiamo che il consumismo e il relativismo sono un cancro della società, di questo parlerò nella prossima enciclica che uscirà entro questo mese. Ho usato la parola sporcizia per dire una cosa generale ma tutti sappiamo questo. E anche ci sono i genitori molto preoccupati che non permettono che ci siano i computer nelle stanze dei bambini, i computer devono essere in un posto della casa e questi sono piccoli aiuti dei genitori che trovano per evitare questo”.

Il Papa infine promette di andare in Francia: "i problemi sono piccoli, si superano", dice. Poi la breve conferenza stampa si interrompe, entro mezz’ora – annuncia scherzando il Papa – l’aereo atterrerà a Ciampino.

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