Il Papa: "Trasformare la nostra vita in un impegno di misericordia per tutti"

Papa Francesco
Foto: CTV
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Rientrato da meno di 48 ore dal viaggio apostolico in Messico, Papa Francesco ha tenuto stamane in piazza San Pietro la seconda udienza generale giubilare dell’Anno Santo della Misericordia. 

Aprendo la catechesi il Papa ha chiesto a tutti i fedeli un impegno preciso, quello cioè di “portare quella carezza di Dio perché così Dio ha accarezzato noi con la sua misericordia. Portare agli altri, a quelli che hanno bisogno, a quelli che hanno una sofferenza nel cuore, sono tristi, avvicinarsi con quella carezza di Dio che è la stessa che lui ha avuto con noi. La mia vita, il mio atteggiamento e il modo di andare per la vita devono essere un segno concreto che Dio è vicino a noi. Piccoli gesti di amore, di tenerezza, di cura. Devono far pensare che Dio è vicino a noi. E così si apre la porta della misericordia. Che questo Giubileo possa aiutare la nostra mentre e il nostro cuore a toccare con mano l’impegno di Dio per ciascuno di noi, e grazie a questo trasformare la nostra vita in un impegno di misericordia per tutti”.

“Ci sono tanti attentati per rovinare il mondo. Ma nonostante questo - ha aggiunto il Pontefice - Dio si impegna a mantenerlo vivo. Gesù è la realizzazione vivente della misericordia di Dio: si avvicinava con bontà ai peccatori. Tutti abbiamo davanti a Dio qualche colpa”. L’impegno più grande che Dio si è assunto con noi è “stato quello di donarci Gesù. Questo è il grande impegno di Dio. Sì, Gesù è proprio l’impegno estremo che Dio ha assunto nei nostri confronti”.

“Che cos’è un impegno? - si è chiesto ancora Papa Bergoglio - E cosa significa impegnarsi? Quando mi impegno, vuol dire che assumo una responsabilità, un compito verso qualcuno; e significa anche lo stile, l’atteggiamento di fedeltà e di dedizione di attenzione particolare con cui porto avanti questo compito. Ogni giorno ci è chiesto di mettere impegno nelle cose che facciamo: nella preghiera, nel lavoro, nello studio, ma anche nello sport, nelle attività libere… Impegnarsi, insomma, vuol dire mettere la nostra buona volontà e le nostre forze per migliorare la vita”. Anche noi - ha concluso il Papa - dobbiamo impegnarci "dove c’è più sete di speranza. Penso al nostro impegno con le persone abbandonate, con quanti portano handicap molto pesanti, con i malati più gravi, con i moribondi, con quanti non sono in grado di esprimere riconoscenza. In tutte queste realtà noi portiamo la misericordia di Dio attraverso un impegno di vita, che è testimonianza della nostra fede in Cristo. Che questo Giubileo possa aiutare la nostra mente e il nostro cuore a toccare con mano l’impegno di Dio per ciascuno di noi, e grazie a questo trasformare la nostra vita in un impegno di misericordia per tutti”.

 

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