Il Papa: “Urge il compito di educare le nuove generazioni ad apprendere valori umani"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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“Ritornare al primo e unico amore, a tenere fisso lo sguardo sul Signore Gesù Cristo per imparare da Lui ad amare con cuore umano, a cercare e prendervi cura delle pecore smarrite e ferite, ad adoperarvi per la giustizia e la solidarietà con i deboli e i poveri, a dare speranza e dignità ai diseredati, ad andare dovunque un essere umano attende di essere accolto e aiutato”. E’ la raccomandazione di Papa Francesco rivolta ai partecipanti al Capitolo Generale dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, ricevuti oggi nella Sala Clementina.

Il tema di quest’anno della congregazione fondata da Jean Jules Chevalier è: “Tu hai tenuto da parte il vino buono finora”. “Se da una parte infatti – spiega Francesco apprezzando il titolo - siete consapevoli e grati del prezioso patrimonio di progetti e opere apostoliche che il carisma ha finora sprigionato nel secolo e mezzo di vita dell’Istituto, grazie alla fedeltà dei confratelli che vi hanno preceduto, dall’altra ben comprendete che le sue ricche potenzialità a beneficio della Chiesa e del mondo non sono esaurite”.

“Mandandovi come Missionari nel mondo – sottolinea il Pontefice - è questo il primo vangelo che la Chiesa vi affida: mostrare nelle vostre persone e con le vostre opere l’amore appassionato e tenero di Dio per i piccoli, gli ultimi, gli indifesi, gli scartati della terra”.

“Quanto è urgente oggi il compito di educare e accompagnare le nuove generazioni ad apprendere i valori umani e a coltivare una visione evangelica della vita e della storia!”, esclama il Papa argentino.

“Vi prego – ecco le ultime raccomandazioni di Francesco ai missionari riuniti- non cedete al male del clericalismo, che allontana il popolo e specialmente i giovani dalla Chiesa, come ho avuto modo altre volte di ricordare. Vivete fra voi una vera fraternità, che accoglie le diversità e valorizza la ricchezza di ciascuno. Non abbiate paura di continuare e incrementare la comunione con i   che collaborano nel vostro apostolato, rendendoli partecipi dei vostri ideali e progetti e condividendo con loro le ricchezze della spiritualità che sgorga dal carisma dell’Istituto”.

 

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