Il Papa: "Violenza devastante contro i cristiani in Medio Oriente"

Papa Francesco e il Patriarca Abuna Mathias I
Foto: L'Osservatore Romano
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Questo incontro è “una gioia e un momento di grazia”. Così Papa Francesco ha salutato Abuna Mathias I, Patriarca della Chiesa ortodossa etiope Tewahedo ricevuto questa mattina in udienza.

Attraverso il dialogo - ha ricordato il Pontefice - “abbiamo scoperto che abbiamo quasi tutto in comune: una sola fede, un solo Battesimo, un solo Signore e Salvatore Gesù Cristo. Siamo uniti in virtù del Battesimo, che ci ha incorporati nell’unico Corpo di Cristo. Come è stato più volte osservato, ciò che ci unisce è molto più grande di ciò che ci divide”.

“Le sofferenze condivise - ha aggiunto Papa Bergoglio - hanno fatto sì che i cristiani,  altrimenti divisi in molti aspetti, si avvicinassero maggiormente gli uni agli altri. Nello stesso modo in cui lo spargimento del sangue dei martiri è diventato il seme di nuovi cristiani nella Chiesa primitiva, oggi il sangue di così tanti martiri appartenenti a tutte le Chiese diventa seme dell’unità dei cristiani. I martiri e i santi di tutte le tradizioni ecclesiali sono già una cosa sola in Cristo; i loro nomi sono scritti nell’unico martyrologium della Chiesa di Dio. L’ecumenismo dei martiri è un invito rivolto a noi qui e adesso a percorrere insieme il cammino verso un’unità sempre più piena”.

Oggi i cristiani - ha denunciato ancora il Papa - sono vittime “di una violenza devastante in Medio Oriente e in alcune parti dell’Africa. Non possiamo esimerci dal domandare, ancora una volta, a coloro che reggono le sorti politiche ed economiche del mondo, di promuovere una coesistenza pacifica basata sul rispetto reciproco e sulla riconciliazione, sul mutuo perdono e sulla solidarietà”.

Cattolici ed Ortodossi possono e devono cooperare “a favore del bene comune e della salvaguardia del creato”, inoltre - ha concluso Francesco - “siamo consapevoli che la storia ha lasciato un fardello di dolorosi malintesi e di diffidenza, per il quale chiediamo il perdono e la guarigione di Dio. Preghiamo gli uni per gli altri”.

 

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