Il presidente boliviano e il "fratello Papa"

Il Papa e il presidente Morales
Foto: Osservatore Romano
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“ Fratello Papa che gioia incontrarla!” Evo Morales Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, ha salutato così Papa Francesco al suo arrivo in Vaticano questa mattina.

“Durante i colloqui, - si legge nelle nota ufficiale della Santa Sede-svoltisi in un clima di cordialità, sono stati affrontati alcuni temi attinenti all’attuale congiuntura socio-economica del Paese, con speciale considerazione per le politiche sociali. Ci si è, quindi, soffermati sulle relazioni tra la Chiesa e lo Stato, evocando la lunga tradizione cristiana della Bolivia e il decisivo contributo della Chiesa alla vita della Nazione.

Non si è mancato di fare riferimento anche a questioni di comune interesse, quali l’educazione, la sanità e l’aiuto ai più poveri. Nel prosieguo delle conversazioni sono state passate in rassegna alcune situazioni internazionali”.

Il colloquio privato è durato 27 minuti e Morale ha regalato al Papa un busto di  Tupac Katari, leader delle rivolte indigene del 1700,  e una cartella con un “letterina” come ha detto Morales, dei movimenti popolari.

E poi tre libri sulla coca, sui suoi effetti benefici per la salute e sulle banche “biologiche”. “La sto prendendo e mi fa molto bene, ha detto Morales parlando della coca, gliela raccomando così ce la fa tutta la vita!”

Il Papa ha regalato al Presidente un medaglione con San Martino e il testo della Amori laetitia insime al libro intervista sulla misericordia pubblicato qualche mese fa.

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