Il ricordo di frère Roger, la preghiera per la Tailandia e le FARC nella mattina vaticana

Un dettaglio della Basilica di San Pietro
Foto: B. Petrik/CNA
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La mattina in Vaticano ha avuto al centro della attenzione la udienza generale di Papa Francesco. Al termine il Papa ha salutato la Comunità di Taizè ricordando i 75 anni della nascita e i 10 anni della morte tragica del fondatore, frère Roger Schutz. Oggi è stato anche pubblicato il messaggio del Papa alla comunità con la gratitudine  a Dio, che fa nascere “sempre nuovi testimoni fedeli fino alla fine”. Citando Benedetto XVI, Francesco definisce frère Roger "testimone instancabile del Vangelo della pace e della riconciliazione, animato dal fuoco di un ecumenismo della santità ".

“E’ stato questo fuoco – sottolinea - che lo ha portato a fondare una comunità che può essere considerata una vera ‘parabola di comunione’, che, fino ad oggi, ha svolto un ruolo importante per costruire ponti di fraternità tra i cristiani”. Il Papa scrive come

frère Roger abbia attinto all'insegnamento dei Padri della Chiesa, attualizzando le fonti cristiane per i giovani. Infine “Frère Roger – ricorda ancora il Papa - ha amato i poveri, i diseredati, coloro che apparentemente non contano” mostrando “con la sua esistenza e con quella dei suoi fratelli che la preghiera va di pari passo con la solidarietà umana”.

Un messaggio di partecipazione al dolore delle vittime del grave attentato terroristico che lunedì scorso ha causato la morte di 20 persone a Bangkok, nei pressi del Santuario indù di Erawan  è stato inviato dal cardinale Parolin a nome del Papa. In un telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato, Francesco si dice consapevole dell’impegno profuso nella ricerca degli autori del crimine ed esprime al re thailandese, Bhumibol Adulyadej, la sua “sincera solidarietà per tutti coloro che – scrive – sono stati colpiti da questi atti violenza” e assicura preghiere e benedizioni per i feriti, per le famiglie delle vittime.

E oggi il vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede ha anche affermato che non si prevede nella agenda papale del viaggio a Cuba nessun incontro con i ribelli delle FARC.

Nei giorni scorsi la notizia era stata diffusa dai ribelli stessi e anche monsignor  Luis Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja, e presidente della Conferenza episcopale della Colombia, sosteneva che un incontro a Cuba tra Papa Francesco e esponenti delle Farc, Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, "e' una possibilita' realizzabile". Il vescovo ha guidato la delegazione dell'episcopato che si e' riunita con le Farc nella capitale cubana.

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