Il Signore è Provvidenza. XXXII Domenica del Tempo Ordinario

Gesù e la vedova
Foto: Pubblico dominio
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Gesù, nel brano di Vangelo di questa domenica, mette a confronto l’ipocrisia degli scribi con la generosità e la fiducia in Dio di una donna. Il Signore sta osservando le persone che depongono la loro offerta nel tesoro del tempio. A fronte di ricche donazioni da parte di persone abbienti nota quella insignificante di una povera vedova. La cifra che versa, seppure modestissima, non costituisce il superfluo, ma rappresenta tutto quello che aveva per il suo sostentamento, per vivere.

Si tratta di un gesto umanamente assurdo. Qualcuno può anche pensare che, in fondo, quella donna si è mostrata poco prudente e poco avveduta. Infatti, come poteva pensare di vivere dopo che aveva dato in offerta tutto quello che possedeva?

Non la pensa così Gesù, il quale mostra di apprezzare il gesto della vedova. L’apprezzamento nasce dal fatto che la donna non ha gettato nel tesoro del tempio qualcosa, ma ha offerto la sua vita. Ha compreso che l’unica offerta gradita a Dio era il dono totale di se stessa. Il gesto, in definitiva, rivela la grande fede, la fiducia e l’amore che nutre per Dio, che la portano a non dubitare della Sua cura per lei.

Dal gesto della donna possiamo imparare tante cose per vivere il nostro rapporto con il Signore. Non possiamo dare al Signore solo i ritagli della nostra vita. Troppo spesso abbiamo paura di spendere la nostra vita al suo servizio, perché riteniamo che non solo non sia un buon investimento, ma addirittura una perdita. Siamo pronti a fidarci di Dio? Siamo pronti a mettere nelle sue mani tutto ciò che possediamo? In fondo, Dio ci ha donato la vita e ogni cosa che abbiamo. 

Gesù nella vedova e nel suo gesto vede l’offerta della Sua vita, il dono radicale di sé al Padre per la salvezza dell’umanità. Un dono, umanamente parlando, folle e scandaloso che nasce da una generosità senza riserve e che trova la sua giustificazione nella totale fiducia verso il Padre. Un amore che sembra una perdita perché tanti hanno rifiutato e continuano a rifiutare Cristo o tentano di spegnere il suo amore.

Ma dove tale dono di sé del Cristo viene accolto, incomincia a nascere l’uomo nuovo, che capisce qual è la vera ricchezza che dà senso al vivere e al morire. Il gesto della donna costituisce la risposta piena dell’uomo al Signore, riconosciuto come Signore e amato come bene assoluto. Questo è l’unico modo per entrare nel Regno dei cieli, che è di poveri e dei piccoli, cioè di coloro che si fidano di Dio e del suo amore, che credono che Dio è Provvidenza e che interviene in favore dell’uomo al di là di ogni calcolo umano.

Non si può imparare a dare tutto se non attraverso la frequentazione assidua, perseverante e quotidiana di Cristo che si è consegnato totalmente per noi.

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