Il Sinodo del giorno, 8 ottobre

Il briefing di giovedì 8 ottobre 2015
Foto: Marco Mancini - Acistampa
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Il Sinodo entra nel vivo con i lavori dei Circoli Minori. La discussione dei Padri sulla famiglia prosegue, anche se in alcuni interventi il discorso si allarga ad altri argomenti. A ribadirlo stamane incontrando i giornalisti sono stati il Cardinale Menichelli, Arcivescovo di Ancona-Osimo, e Mons. Palmer-Buckle, Arcivescovo di Accra.

 Ciò che contiene la relazione del Cardinale Erdo – ha precisato il porporato – è il risultato di una lettura complessiva dell’instrumentum laboris”. “Il Cardinale Erdo – ha aggiunto il presule africano – ha fatto un bellissimo riassunto. Non è definitivo, c’è ancora una apertura per aggiungere temi. Ma posso dire certamente che la parte dei delegati africani rispetta molto il Cardinale Erdo per quello che ha fatto. Si tratta di un Sinodo che ha in mano cinque o sei documenti”.

Il Cardinale Menichelli ha tenuto a ribadire che nel Sinodo non ci sono tensioni o spaccature:  “Il clima – ha detto – è molto aperto, non ci sono personalismi, vogliamo conoscere per offrire per quanto possibile indicazioni nuove sui temi dell’amore e della famiglia davanti a fenomeni che non dico disgregano ma non nobilitano pienamente la famiglia”.

L’Arcivescovo Palmer-Buckle, però, si è poi tolto un sassolino dalle scarpe, difendendo il contributo che l’episcopato dell’Africa sta donando all’assemblea sinodale. “Succede spesso – ha precisato – che quello che va per l’Africa non va bene per i media. Quando noi stiamo dando un bel contributo, quasi mai viene considerato importante dalla stampa. Crediamo tutti in una Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica e se qualcosa preoccupa la Chiesa in Europa deve toccare anche Chiesa africana. Tutte le questioni che vengono affrontate non sono solo africane”.

Padre Lombardi ha comunicato che domani saranno consegnate le relazioni dei 13 Circoli Minori, che hanno analizzato la prima parte dell’Instrumentuum Laboris.

Intanto anche l’Arcivescovo di Philadelphia, Mons. Charles Chaput, ha reso pubblico il suo intervento pronunciato nel corso delle congregazioni generali.

Il presule statunitense osserva che nell’Instrumentuum Laboris può essere percepita una “sottile mancanza di speranza” che “porta a uno spirito di compromesso con alcuni stili di vita peccaminosi e la riduzione delle verità cristiane sul matrimonio e sulla sessualità a un set di bellissime idee”. Tutto ciò, denuncia Chaput, “porta di conseguenza alla resa della missione redentrice della Chiesa”.

Onoriamo – conclude – “l’eroismo degli sposi abbandonati che restano fedeli ai loro voti e all’insegnamento della Chiesa”.

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