Il tesoro è Cristo. XVII Domenica del Tempo Ordinario

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

Cristo Pantocratore
Foto: pubblico dominio
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Nel Vangelo di questa domenica, Gesù presenta il Regno dei cieli  “simile a un tesoro nascosto  in un campo”. Il campo è il mondo, è il cuore dell’uomo con tutti i suoi desideri e le sue speranze. Il tesoro è Cristo.

                Il testo evangelico precisa che il contadino che trova questo tesoro sacrifica tutto quello che possiede per entrarne in possesso. Non c’è possibilità di confronto tra quello a cui rinuncia e quello che poi possederà. E’ consapevole di fare “un affare”. E in effetti “è pieno di gioia” per la scelta operata.

                Comprendiamo, così, che il protagonista della parabola non è il contadino, ma il tesoro, cioè Cristo, pienezza di umanità e di divinità. Chi lo incontra trova la gioia piena. Non per nulla gli angeli per annunciare la Sua nascita ai pastori di Betlemme, dicono: “Vi annuncio una gioia grande”. Il tesoro della mia vita e della vita di ogni persona, dunque, è Gesù Cristo stesso che riempie di gioia perché è venuto nel mondo per dirmi chi sono io e per rivelarmi che da sempre sono conosciuto, amato, perdonato dal mio peccato e chiamato a divenire figlio di Dio. In altre parole, mi rivela che dall’eternità c’è un disegno buono per me da sempre e per  sempre.

                Questa rivelazione ci porta a riconoscere che il cristianesimo non è rinuncia o sacrificio, ma tesoro. Tuttavia, il tesoro che è Gesù non si impone da sé. Ci sono tante altre cose che attirano di più il nostro cuore, che sembrano essere molto più importanti e promettenti nella nostra vita. Come gli ascoltatori di Cristo anche noi siamo messi con le spalle al muro. Il tesoro non ci viene regalato, ma può essere acquistato solo con il nostro impegno. Si tratta di subordinare tutti gli altri valori -  famiglia, professione, posizione sociale, interessi, passioni - al nuovo tesoro scoperto. Tutto deve essere vagliato davanti al Signore e alla sua volontà. “ Nulla anteporre a Dio”, dice San Benedetto.

                Quanto più si fa l’esperienza della bellezza di appartenere al Signore, tanto più gioiosa diventa la nostra vita anche se richiede fatica, impegno e rinuncia. E allora, è importante vivere sempre con responsabilità e mettere al centro l’amicizia con Gesù. Così potremo guardare senza ansia verso il futuro e la vita eterna.

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