Il vescovo di Latina Mariano Crociata chiede ai fedeli di essere inondati dall'Eucaristia

Nella lettera pastorale di inizio d'anno

La presentazione della Lettera pastorale
Foto: diocesi.latina.it
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“Ciò che la fede cristiana anche oggi è chiamata a dare, insieme a un sentimento accresciuto di fraternità e di solidarietà specialmente verso i più fragili, è indicare un orientamento e trasmettere un senso che aiuti a capire e ad indirizzare il corso degli eventi. Scopriamo che dare un senso, specialmente in condizioni di prova estrema, ha una funzione vitale non meno importante di altre forme di aiuto”. Lo scrive il vescovo di Latina-Terracina- Sezze-Priverno Mariano Crociata nella lettera pastorale per l’anno che inizia.

Nella lettera primeggia l’icona dei discepoli di Emmaus: “Le cose potevano essere viste diversamente, forse non erano così come apparivano, ma i due non danno spazio alcuno ad altro che non sia delusione e amarezza. E il motivo che ha condotto a tale risultato è che essi avevano adottato, riguardo a Gesù, un loro metro di giudizio che ora non funziona più, e che consisteva nell’apprezzamento di Gesù per i suoi successi, per la sua parola coinvolgente e toccante, per i segni autorevoli e i miracoli”.

I discepoli di Emmaus sono nostri contemporanei, perché si lasciano interrogare davanti alle fragilità della vita: “I discepoli di Emmaus hanno avuto la grazia di venire affiancati da Gesù in persona e di aver vissuto in prima persona il risveglio della fede che la sua parola e la sua presenza hanno suscitato in loro. Forse dobbiamo anche noi farci attenti a come Gesù si affianca a noi lungo il nostro cammino di vita e, se ci riflettiamo, sono tanti i modi in cui egli effettivamente si presenta. Modi che hanno l’aspetto dei fatti ordinari della vita, così ordinari da non farci nemmeno immaginare che Gesù ci stia parlando attraverso di essi e si stia rendendo presente”.

Crociata invita a non essere ‘tiepidi’, ma ad essere inondati dalla grazia dell’Eucarestia: “Perciò abbiamo bisogno di ricominciare rileggendo la Scrittura con la vita e la vita con la Scrittura. Dovremmo imparare a scavare, battere e ribattere sulla parola ispirata, portando ad essa ciò che il nostro cuore custodisce con i suoi pesi e i suoi affanni, fino a che essa non cominci a sprigionare la fiamma viva che accende la fede e la ravviva sempre di più, così da riportarla dentro la vita. Questo miracolo si compirà tutte le volte che impareremo a mettere in relazione tutto di noi con la croce di Gesù, che il gesto eucaristico condensa e ripresenta”.

Ed affida ai fedeli tre ‘compiti’, perché per tutti prenda nuova consistenza lo spazio per la preghiera e per l’ascolto della Parola, è il primo dei tre compiti principali che indica Crociata nella Lettera; il secondo è quello di ‘guardare lontano’per accompagnare le nuove generazioni all’esperienza della fede e a diventare cristiani, che nasce dal progetto ‘ZeroDiciotto’; ed infine, lavorare con serenità, fiducia, speranza: “Dio è già all’opera, e proprio là dove sembra sconfitto”.

 

 

 

 

 

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