Il viaggio di Papa Francesco per rafforzare l'amore eucaristico e il dialogo

Budapest e la Slovacchia come ponte tra est ed ovest alla ricerca della vera libertà

Alcune immagini del Viaggio del Papa a Budapest e in Slovacchia
Foto: Vatican Media
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La condanna dell’antisemitismo, la continua attenzione ai poveri, lo slancio per i giovani e l’appello alla costruzione di una società in cui la libertà non si libertinismo. Sono le linee guida del viaggio che in quattro giorni ha portato Papa Francesco in Ungheria e Slovacchia.

A Budapest il Papa si è fermato solo qualche ora per celebrare la Statio Orbis del Congresso Eucarisitico internazionale che si era celebrato la settimana precedente. Una occasione per riflettere sull’Eucaristia, ma anche un incontro con la comunità ebraica e le altre religioni.

Ai vescovi della nazione il Papa, in un incontro a porte chiuse, ha ricordato di essere costruttori di speranza “ Non si trovino sulle vostre labbra espressioni che segnano distanze e impongono giudizi, ma che aiutino il Popolo di Dio a guardare con fiducia al futuro, aiutino le persone a diventare protagoniste libere e responsabili della vita, che è un dono di grazia da accogliere, non un rompicapo da risolvere”.

Nella omelia della Messa Francesco ha detto: “ non rassegniamoci a una fede che vive di riti e di ripetizioni, apriamoci alla novità scandalosa del Dio crocifisso e risorto, Pane spezzato per dare vita al mondo. Saremo nella gioia; e porteremo gioia”. Appena arrivato il Papa aveva incontrato in privato il primo ministro Orban e il presidente Ader.

Nel pomeriggio il Papa si è recato a Bratislava dove ha avuto ancora un incontro ecumenico e poi la consueta  serata di colloquio con i gesuiti della regione. 

Lunedì alle autorità il Papa ha ricordato che “non bastano strutture organizzate ed efficienti per rendere buona la convivenza umana, occorre sapore, occorre il sapore della solidarietà”. 

Ai vescovi della Slovacchia il Papa ha ricordato quanto sia impegnativo il cammino della libertà: “quando la libertà è stata ferita, violata e uccisa, l’umanità è stata degradata e si sono abbattute le tempeste della violenza, della coercizione e della privazione dei diritti. Allo stesso tempo, però, la libertà non è una conquista automatica, che rimane tale una volta per tutte. No! La libertà è sempre un cammino, a volte faticoso, da rinnovare continuamente, lottare per essa ogni giorno”.

Poi dopo una breve visita al Centro Betlemme  dove la Suore Missionarie della Carità accolgono senza tetto e disabili, il Papa si è recato a rendere omaggio alla Comunità ebraica di Bratislava,ha detto: “ Qui, davanti alla storia del popolo ebraico, segnata da questo affronto tragico e inenarrabile, ci vergogniamo ad ammetterlo: quante volte il nome ineffabile dell’Altissimo è stato usato per indicibili atti di disumanità!”

Martedì il Papa si è recato a  Košice e Prešov per celebrare la Divina liturgia ed incontrare i Rom e i giovani. “La via per una convivenza pacifica è l’integrazione. È un processo organico, un processo lento e vitale, che inizia con la conoscenza reciproca, va avanti con pazienza e guarda al futuro” ha detto Francesco al Quartiere Luník IX di Košice il quartiere a a maggioranza Rom dove lavorano i Salesiani. 

Ai giovani incontrati allo stadio della città il Papa ha detto: “La vera originalità oggi, la vera rivoluzione, è ribellarsi alla cultura del provvisorio, è andare oltre l’istinto, oltre l’istante, è amare per tutta la vita e con tutto sé stessi. Non siamo qui per vivacchiare, ma per fare della vita un’impresa”.

Mercoledì mattina il Papa si è recato a Šaštin al Santuario mariano nazionale dove ha pregato con i vescovi e celebrato la messa ricordando che “Gesù è segno di contraddizione. È venuto a portare la luce dove ci sono le tenebre, facendo uscire le tenebre allo scoperto e costringendole alla resa”.

Nel viaggio di andata come di consueto il Papa ha parlato con i giornalisti, con un saluto speciale a monsignor Guido Marini, vescovo eletto di Tortona al suo ultimo viaggio come Maestro delle Cerimonie Pontificie. Nella conferenza del rientro Francesco, rispondendo ai giornalisti ha promesso agli ungheresi un viaggio il prossimo anno, ha parlato dei vaccini, ha ribadito che l’ aborto è un omicidio, e che il Matrimonio cattolico è un sacramento tra uomo e donna e non ci potrà mai essere per gli omosessuali. 

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