Il Wawel, scrigno e santuario della nazione polacca

La tomba di San Stanislao
Foto: Episcopato polacco
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Poco più di 200 metri sopra la Vistola, una collinetta che racchiude il senso stesso della nazione polacca. Il complesso del Wawel racchiude il Castello Reale e la Cattedrale dove sono sepolti i re ei santi della Polonia. Una storia che nasce nel medioevo, quando Cracovia era la capitale polacca.

Nell’antico polacco “Wawel” voleva dire “luogo asciutto sopra le paludi” e al nome è legata la leggenda del Drago che vive nella grotta su cui poggia la collina. Il drago dice la leggenda, era già vivo prima della fondazione della città. Oggi la caverna è un luogo di visita per i turisti. Al suo esterno, accanto alle rive della Vistola, si trova una statua di bronzo raffigurante il drago.

E sul Wawel c’è il museo diocesano dedicato a Papa Giovanni Paolo II e la  Campana di Sigismondo la più grande della Polonia che chiama il popolo a raccolta.

Nel Castello tra le tante sale c’è  la Sala Senatorska (dei Senatori), in questa sala che venne celebrato il matrimonio tra il re Sigismondo I e Bona Sforza nel 1518 e poi la Sala Poselska, con il maestoso soffitto a cassettoni tra cui spiccano trenta sculture che riproducono teste umane, scolpite nel 1540. Una storia lunga e ricca come quella della maestosa cattedrale,  Santuario nazionale in cui tradizionalmente si sono celebrate le incoronazioni dei sovrani polacchi. È la chiesa madre dell'arcidiocesi di Cracovia.

Entrando al centro della Chiesa c'è la tomba di san Stanislao e ci sono le reliquie di Giovanni Paolo II che in questa chiesa disse la sua prima messa.

La cappella di Sigismodo addossata alla chiesa, edificata come cappella tombale degli ultimi sovrani della dinastia degli Jagelloni, è stata definita da molti storici dell'arte «il più bell'esempio del Rinascimento toscano a nord delle Alpi».

La cattedrale è ricca di opere di grandi artisti e nella cripta si possono visitare le tombe di due tra gli scrittori più importanti della letteratura polacca dell’800: Adam Mickiewicz e Juliusz Slowacki. La cattedrale è sormontata da tre torri, una delle quali contiene l’imponente campana (zygmunt) di Sigismondo (1520) ottenuta fondendo il metallo proveniente dalle canne dei cannoni, pesante ben 11 tonnellate. Dalla cima si gode una bellissima veduta della città.

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