In memoria dell’Arcivescovo Zimowski: ha animato la pastorale della salute nel mondo

Mons. Zimowski, in un ritratto durante i suoi funerali
Foto: Episkopatnews
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È stata celebrata nella chiesa romana di Santo Spirito in Sassia, giovedì pomeriggio 21 luglio, la messa organizzata dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari in suffragio dell’Arcivescovo presidente Zygmunt Zimowski, scomparso dopo una lunga malattia lo scorso 12 luglio. “Un vero sacerdote e un autentico vescovo, immagine di Cristo Buon pastore e buon samaritano. Un uomo di preghiera e di vita interiore; un pastore mite, umile, accogliente con tutti: sacerdoti, religiosi e religiose, laici”. Così lo ha delineato monsignor Krzysztof Nykiel, reggente della Penitenzieria apostolica, che ha tenuto l’omelia durante la Messa organizzata dal Dicastero vaticano in ricordo del suo presidente.

A presiedere il rito monsignor José Luis Redrado Marchite, già segretario del Pontificio Consiglio. “Questa Eucaristia — ha detto il presule dell’ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli — ci serva anche per ricordare una volta in più la misericordia di Dio, che chiama a essere beati quanti hanno vissuto il Vangelo, particolarmente le pagine più belle, quelle del servizio agli ammalati. Monsignor Zimowski ha vissuto queste belle pagine come sacerdote, vescovo e presidente del Pontificio Consiglio dal 2009, vivendole egli stesso e animando a viverle gli operatori sanitari”. Infine il presule ha concluso ringraziando il Signore per gli anni in cui il vescovo polacco “ha animato, a nome del Pontefice, la pastorale della salute in tutto il mondo”.

Numerosi i cardinali, presuli e sacerdoti presenti che svolgono il ministero a Roma, tra cui l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, che ha portato il saluto della segreteria di Stato e i diplomatici accreditati presso la Santa Sede intervenuti. Hanno concelebrato, tra gli altri, il segretario del dicastero organizzatore, monsignor Jean- Marie Mupendawatu, con il camilliano Augusto Chendi, sottosegretario, e i sacerdoti officiali Dariusz Giers, Charles Namugera e Jean-Baptiste Karogoya.

Il vescovo Nykiel nella sua omelia ha ripercorso la vita di Zimowski, nato in Polonia nel 1949, ordinato sacerdote nel 1973, nominato vescovo di Radom nel 2002 da Giovanni Paolo II e infine presidente del Dicastero della Santa Sede nel 2009 da Benedetto XVI. Diversi gli incarichi svolti dal presidente: “Zelante annunciatore del Vangelo e fedele servitore della madre Chiesa, che tanto ha amato”, e dei Papi, “in particolare san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, i quali gli hanno dimostrato sempre fiducia, stima e amicizia”, ha aggiunto Nykiel.

Il reggente della Penitenzeria apostolica ricorda la sua profonda attenzione all’accoglienza, tanto che costruì nel suo paese una casa d’accoglienza per anziani non autosufficienti e un centro per giovani con problemi di salute: “L’accoglienza è molto importante: accoglienza dei poveri, degli abbandonati, dei malati. Il chinarsi verso la persona sofferente, il malato, non a caso è una delle missioni, delle massime espressioni della virtù della misericordia, della quale ogni operatore sanitario, che mette la propria coscienza e la propria interiorità spirituale al servizio dell’infermo e dell’emarginato, ha imparato a comprendere il significato”.

Monsignor Mupendawatu aveva rappresentato il Pontificio Consiglio alle esequie svoltesi in Polonia martedì 19, al termine delle quali l’arcivescovo presidente è stato sepolto nella cattedrale di Radom, sotto il pavimento della cappella dedicata alla Madonna di Częstochowa.

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