Iraq, il Capodanno tra la gente del Patriarca Sako

La passeggiata del Patriarca Sako nelle vie del centro di Baghdad nella notte di Capodanno
Foto: Patriarcato Caldeo / baghdadhope
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Baghdad, un capodanno tra la gente. Nonostante le precarie condizioni di sicurezza, il patriarca Mar Louis Raphael I Sako è sceso nelle strade con il suo ausiliare Basel Yaldo, per mostrare la loro vicinanza con la popolazione. Ne dà notizia il sito Baghdadhope.

I due prelati hanno percorso a piedi il percorso che va dalla sede del Patriarcato alla Chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria, dove è stata celebrata la Santa Messa, percorrendo una delle principali arterie del quartiere Mansour, nel centro città.

Il patriarca Sako ha deciso di “andare senza scorta per poter scambiare gli auguri di un nuovo anno di pace e serenità con i passanti. Una cosa che se fossimo stati scortati non sarebbe stato possibile”. Sono anche segnali di normalità in una nazione che continua a vivere in condizioni incerte, dovuto anche alla presenza sul territorio del Daesh (il sedicente Stato Islamico), che pure poco dopo Natale ha cominciato a vivere difficoltà, e ha perso la città di Ramadi.

Il patriarca Sako però non ha dimenticato le difficoltà della Regione, e nell’omelia di inizio anno ha anche fatto uno speciale augurio di pace alla Siria, dove lo scorso 31 dicembre un attentato nella città a maggioranza curda di Qamishli ha mietuto 30 feriti e 18 vittime, tra le quali alcuni giovani che avevano frequentato l'oratorio dei Salesiani.

Sempre attivo nel sostegno alle famiglie, il Patriarcato caldeo ha distribuito durante le festività natalizie 70 mila dollari a famiglie povere e sfollate (anche non cristiane) e a 40 studentesse e studenti universitari cristiani dell’università di Baghdad.

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