Jacques Mourad ospite della diocesi di Civita Castellana per creare un Punto Pace

Caritas e Pax Christi insieme per i cristiani del Medio Oriente

Padre Jacques MOURAD
Foto: ACS
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La Siria è una terra difficile per i cristiani. E ancora di molti sacerdoti rapiti non si sa il destino. Uno di loro però dopo quattro mesi e venti giorni di detenzione ha deciso di rendere al mondo la sia testimonianza.

Per questo Jacques MOURAD, monaco siriano della Comunità di Deir Mar Musa rapito il 21 maggio 2015 e poi liberato è spesso in Italia per raccontare. La sua è una “ Voce nel deserto” e il prossimo 8 febbraio 2020 alle ore 16.30 presso il teatro Charles de Foucauld della parrocchia SS.mo Salvatore di Bracciano sarà ancora una volta testimone per chi lo vorrà incontrare.

     Secondo i dati disponibili – forniti dal Pontificio Consiglio Cor Unum – la drammatica situazione umanitaria in Siria e in Iraq è allarmante “dal 2011, la crisi avrebbe provocato finora oltre 250mila vittime e un milione di feriti. Attualmente sono più di 12 milioni le persone bisognose di aiuto in Siria e oltre 8 milioni in Iraq; i rifugiati interni sono 7,6 milioni in Siria e più di 3 milioni in Iraq, mentre 4 milioni sono i rifugiati siriani in tutta l’area del Medio Oriente: in particolare, 1,9 milioni in Turchia, 1,1 milione in Libano, più di 600mila in Giordania”.

     Grazie al progetto della Comunità di Sant’Egidio, della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e della Tavola Valdese si è potuto aprire un corridoio umanitario in sicurezza e legalità. Gli arrivi ad oggi sono 2900 le persone giunte in Europa dalla guerra attraverso aerei di linea e hanno potuto lasciare i campi profughi dove si trovavano, a volte da anni, a causa della guerra. Molti i bambini, alcuni bisognosi di cure, che in maniera legale e sicura avranno la possibilità di cominciare una nuova vita in Italia.

     La Chiesa cattolica è presente ed aiuta tutti indistintamente. In questi territori sono presenti e attivi oltre 10mila operatori ecclesiali (tra professionisti e volontari) che svolgono la loro missione, garantendo assistenza materiale e spirituale a tutti, cristiani e non cristiani, musulmani soprattutto.

      Dobbiamo chiederci al di là dell’appartenenza religiosa e senza pregiudizi ideologici: che Medio Oriente sarebbe senza cristiani? La loro fuga, in un futuro prossimo, sarà un problema per tutta la società, anche per chi appartiene ad altre religioni, dato il ruolo storico di tali comunità.

      A seguito di queste problematiche si sono incontrati alcuni laici e sacerdoti, che operano nelle comunità parrocchiali e nelle Caritas delle città, e sentito la necessità di attivare una rinnovata attenzione alle tematiche legate alla pace che si riconosce negli ideali di pace del vangelo e per raggiungere tali obiettivi vogliamo costituire un Punto Pace di Pax Christi che operi nei territori della diocesi di Civita Castellana.

          Questo evento è stato presentato alle Comunità parrocchiali, alle Comunità religiose ortodosse, musulmane e protestanti, alle associazioni, ai movimenti e ai gruppi che sono presenti ed operano nei territori delle città, ai Sindaci e agli Assessori comunali, agli insegnanti e agli studenti delle scuole superiori.

I promotori sono Don Giuseppe Aquilanti, don Luigi Romano, Emanuela Allegretti, Emilio Presciuttini, Marina Severi,  Nadia Gabrielli, don Paolo M. Quatrini, Salvatore Cassetti.

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