La buona politica? È un’opera di misericordia, dice il Cardinal Schoenborn

Il Cardinal Christoph Schoenborn in Sala Stampa Vaticana, 18 gennaio 2016
Foto: Daniel Ibañez / ACI Group
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Anche la buona politica è un’opera di misericordia. Lo afferma il Cardinal Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna ma soprattutto presidente del Comitato dei Congressi della Misericordia. Perché il prossimo Congresso della Misericordia, a Manila il prossimo anno, avrà anche una sessione dedicata a “Rober Schumann e la misericordia politica in Europa”. E lo statista francese è l’esempio più fulgido di una politica improntata al bene comune. Soprattutto, per il Cardinal Schoenborn è l’esempio della direzione che deve prendere l’Europa.

“Il ricordo di Robert Schumann – ha detto il Cardinal Schoenborn – è benvenuto in questo momento. Non dobbiamo dimenticare che l’Europa è stata teatro di sangue e lacrime per secoli. Adesso, davanti alla sfida di migranti e profughi, che è una grande sfida, c’è il rischio che ognuno si ritiri nei suoi limiti, che ritornino le frontiere”.

Il riferimento non è solo al modo in cui i Paesi europei hanno risposto alla crisi dei migranti, alcuni chiudendo le frontiere e sospendendo Schengen. Nel momento della crisi economica, i Paesi europei tendono a rompere il patto dell’Unione, e preso la Gran Bretagna voterà l’uscita dalla moneta unica, mentre la Grecia ha già rischiato di farlo. Sono le conseguenze di una Europa che è diventata una unione economica, da cui uscire a seconda convenienza, e non una unione di Stati con il mutuo interesse del bene comune.

Denuncia il Cardinal Schoenborn: “La Cortina di Ferro esiste di nuovo, anche se in modo diverso”. La sfida è dunque comprendere se “la carità e la misericordia cristiana” siano in grado di vincere le paure e i nazionalismi. Siamo in mezzo ad una onda di neo-nazionalismo (e il nazionalismo sembrava superato) e spero che i vescovi europei abbiano la capacità di trovare un incoraggiamento comune. Adesso non siamo ancora arrivati a questo. Il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee non è ancora riuscita a dare una parola forte sull’Europa”.

Più che altro, manca nelle istituzioni politiche qualcuno che abbia lo spirito dei grandi fondatori dell’Europa, un Alcide De Gasperi e o un Robert Schumann che non a caso sono in odore di beatificazione. E sì che Schumann pensò l’Europa in preghiera di fronte alle vetrate della cattedrale di Strasburgo, e che quell’Europa cristiana, fondata sulla Dottrina Sociale, è l’ispirazione per l’Unione tutta economia e poca umanità che ne è venuta fuori dopo.

 

La Conferenza Stampa non presenteva il Congresso Apostolic Mondiale della misericordia (Filippine, 16-20 gennaio 2017), ma anche il Congresso Apostolico Europeo della Misericordia che si terrà a Roma dal 31 marzo al 4 aprile 2016.

Anche questo evento sarà caratterizzato da Robert Schuman: su di lui padre Joseph Jost, vicepostulatore della causa di beatificazione, terrà una lezione nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, il 31 marzo, nel giorno d’apertura del Congresso apostolico europeo della Misericordia.

Nel programma del Congresso Apostolico Europeo della misericordia anche “una notte di riconciliazione, prevista venerdì 1 aprile. In quell’occasione, nelle chiese giubilari di San Salvatore in Lauro, Santa Maria in Vallicella e San Giovanni dei Fiorentini ci saranno spazi di animazione per le confessioni. La dimensione più immediata della misericordia si vive proprio con il perdono, nella confessione”.

Padre Patrice Chocholski, Segretario Generale del Comitato dei Congressi della Misericordia e rettore del santuario di Ars (Francia) ha invece ricordato i precedenti congressi della misericordia, a Cracovia e a Bogotà, dove “abbiamo concluso che la misericordia non è un movimento della Chiesa, ma la Chiesa in movimento”.

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