La diocesi di Cremona celebra i 750 anni della morte di San Facio

San Facio è senza dubbio uno dei più antichi santi di cui la Chiesa cremonese ha custodito la memoria. Ecco come verrà celebrato e ricordato

La Croce di San Facio, a Cremona
Foto: Cattedrale di Cremona
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San Facio è senza dubbio uno dei più antichi santi di cui la Chiesa cremonese ha custodito la memoria. ll 18 gennaio in Cattedrale a Cremona si terrà la celebrazione per il 750° della morte del santo nel 1272. La ricorrenza sarà celebrata nella diocesi di Cremona "con particolare solennità".

Il momento celebrativo sarà nel pomeriggio di martedì 18 gennaio nella Cattedrale di Cremona con la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni. L’appuntamento è per le 17.55. Un passaggio importante sarà la lettura di un riassunto della “Vita” medievale, antica biografia di San Facio. La celebrazione sarà trasmessa in diretta tv su Cremona1 e in streaming cui canali web diocesani (diocesidicremona.it, canale youtube e pagine facebook).

“L’anniversario – scrive nelle prime righe della sua lettera monsignor Napolioni – invita a ricordare uno dei più antichi santi custoditi dalla Chiesa cremonese, cogliendo alcuni messaggi di grande attualità per noi”, “non con il rigore dello studioso, ma nella semplicità di una riflessione personale e di un dialogo fraterno, che il vescovo offre a credenti e non, a tutti i fratelli pellegrini nel tempo e nello spazio che ci son dati di attraversare”.

Proprio san Facio, infatti, promosse a Cremona la Confraternita dello Spirito Santo. Fratello Facio – così è sempre chiamato nei documenti e raccontato sul sito della diocesi di Cremona– nacque a Verona intorno all’anno 1196 ed esercitò l’arte di orafo. Si trasferì a Cremona verso i trent’anni in seguito a lotte tra partiti opposti nella sua città natale. Dedito alla preghiera e ai frequenti pellegrinaggi passò per diversi santuari europei e a Roma. Caritatevole verso i poveri e i pellegrini, per i quali spendeva i guadagni del suo lavoro, san Facio è un autentico testimone della spiritualità del suo tempo. Tornato a Verona per riconciliarsi con i suoi nemici, fu imprigionato per circa quattro anni.

Liberato dai cremonesi, riprese la sua opera caritativa in Cremona, raccogliendo intorno a sé alcuni fratelli e dando vita all’Ordine dello Spirito Santo con lo scopo di esercitare le opere di misericordia. Per la esemplarità della sua vita il vescovo lo fece visitatore dei monasteri femminili della Diocesi. Morì il 18 gennaio 1272. Il suo corpo è sepolto nella cripta della chiesa cattedrale

 

 

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