La fede di Trilussa

La poesia venne recitata dal venerabile Papa Giovanni Paolo I in una storica udienza

Il poeta Trilussa
Foto: Pubblico Dominio
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Nel parlare di fede si toccano vari temi: esistenza, teologia, devozione o quanto altro. Ma la fede è il vero motore di chi crede in Dio, in quanto solo il Padre è il punto di partenza e di arrivo di questo viaggio.

E proprio al tema uno dei grandi poeti romani, Carlo Alberto Salustri (1871-1950) anagrammato in Trilussa dedicò una breve lirica

Questi versi furono letti, anche, in una storica udienza dal venerabile Papa Giovanni Paolo I, sacerdote di notevole fede e  grande cultura, il quale nel lontano 1978, la declamò con interesse e grande partecipazione.

La poesia è, veramente, notevole in quanto mette in luce, l'essenza stessa di colui che crede che cammina, spesso, in strade oscure portato avanti dalla luce di chi lo guida.

Alessandro Manzoni, nello scrivere i Promessi sposi, fa condurre l'esperienza di Renzo e Lucia, tra contraddizioni ed altro, portando la coppia a ben finire la loro storia. Il motore di quella vicenda fu la Provvidenza di Dio, che si fondò sulla fede dei giovani promessi.

Cosi, un secolo dopo, il poeta descrive la fede come una vecchietta che seppur cieca lo conduce, con mano ferma, nelle vie del quotidiano.

Spesso chi meno vede può camminare più spedito. Si procede diretti in quanto solo Dio può condurre l'uomo su quelle strade che nessuno sa, ma solo un Padre buono può conoscere ed indirizzare, anche quando tutto sembra solo notte.

Tribolazioni, abbandoni, lutti o quanto altro non si comprendono ed, alle volte, si subiscono e fanno soffrire, ma la fede e solo questa porta avanti, in quanto ha una marcia in più: quella di Dio.

Quella vecchietta cieca, che incontrai
la notte che me spersi in mezzo ar bosco,
me disse: - Se la strada nun la sai,
te ciaccompagno io, ché la conosco.
Se ciai la forza de venimme appresso,
de tanto in tanto te darò 'na voce,
fino là in fonno, dove c'è un cipresso,
fino là in cima, dove c'è la Croce…
Io risposi: - Sarà … ma trovo strano
che me possa guidà chi nun ce vede … -
La cieca allora me pijò la mano
e sospirò: - Cammina! - Era fa Fede.

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