La misericordia secondo Sant'Agostino

Il priore generale degli agostiniani
Foto: SB
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A Tolentino ha fatto visita al convento agostiniano di san Nicola il priore generale dell’Ordine degli Agostiniani, padre Alejandro Moral Anton, per inaugurare un nuovo spazio dedicato allo studio per i giovani.

Abbiamo approfittato per porgere alcune domande intorno a sant’Agostino, che nel discorso 358/A tratta del valore della misericordia: “Desidero darvi, o buoni fedeli, qualche avvertimento sul valore della misericordia. Per quanto abbia sperimentato che voi siete disponibili a ogni opera buona, tuttavia è necessario che su questo argomento tenga con voi un discorso di particolare impegno. Vediamo dunque: che cosa è la misericordia? Non è altro se non un caricarsi il cuore di po' di miseria altrui. La parola ‘misericordia’ deriva il suo nome dal dolore per il ‘misero’. Tutte e due le parole ci sono in quel termine: miseria e cuore. Quando il tuo cuore è toccato, colpito dalla miseria altrui, ecco, allora quella è misericordia. Fate attenzione pertanto, fratelli miei, come tutte le buone opere che facciamo nella vita riguardano veramente la misericordia”.

Partendo da questo breve discorso gli abbiamo chiesto di spiegarci cosa è la misericordia per il santo di Ippona: “Per sant’Agostino la misericordia è l’amore di Dio, attraverso la rivelazione di suo Figlio, che è venuto per farci diventare Dio, come afferma il santo d’Ippona: ‘Dio è diventato uomo perché l’uomo possa diventare Dio’, in quanto il Figlio di Dio ci porta alla misericordia del Padre. Sant’Agostino ci parla anche della giustizia e della pace, che fanno parte della misericordia di Dio. La misericordia di Dio non può essere intesa come un vuoto buonismo, come un esonero dai comandamenti di Dio. Non avrebbe senso. La misericordia di Dio per essere efficacemente e correttamente veicolata ai fedeli non può essere staccata dalla santità e dalla giustizia di Dio”.

Allora quale è il modo per mettere insieme misericordia e giustizia?

“San Paolo usa la parola ‘dikaiosyne’ che significa giustizia, deriva dalla parola dell’Antico Testamento ‘khesed’ che significa misericordia. La giustizia di Dio non è distributiva, come la nostra, ma equivale alla misericordia”.

San Nicola da Tolentino e santa Rita da Cascia, due grandi ‘amanti’ di sant’Agostino, possono essere presi ad esempio in questo anno?

“Sono essere due grandi esempi. San Nicola si è sempre preoccupato delle persone bisognose per aiutarle; santa Rita, creando la pace, ha dato la misericordia anche per quelle persone che erano condannate. Sono due esempi chiari per noi. Ma c’è anche un terzo esempio che possiamo seguire: san Tommaso da Villanova, che è il pastore dei poveri; però santa Rita e san Nicola sono due grandi santi da imitare in questo anno santo della misericordia”.

Allora ci faccia conoscere meglio questo pastore dei poveri, quale è san Tommaso da Villanova?

“San Tommaso è stato consigliere spirituale del re in Spagna, Carlo V. Ha donato tutti i suoi averi ai poveri ed è morto poverissimo, perché ha dato tutto ai poveri, anche il suo letto. Quando morì, nella sua stanza non c’era niente, neanche il letto. Nei ritratti appare sempre con una moneta in atto di darla ai poveri. Per questo dico che è un pastore della Misericordia”. 

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