La preghiera del Papa: "Dio, non ti capisco, ma mi affido alle tue mani"

Papa Francesco durante un Messa nella Domus Sanctae Marthae
Foto: CTV
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Un filo rosso che va dalla storia del barbone morto di freddo a Roma – del quale sono state celebrate le esequie a Santa Maria in Traspontina lo scorso sabto – alle suore di Madre Teresa uccise nello Yemen fino alle persone che si ammalano nella Terra dei Fuochi. Sono “le valli oscure” del nostro tempo, raccontate da Papa Francesco nella consueta messa mattutina a Santa Marta, secondo quanto riferisce Radio Vaticana. L’unica risposta a queste “valli oscure” – sostiene il Papa – è dunque quella di affidarsi a Dio.

È la lettura del libro di Daniela, che racconta di Susanna, una donna giusta “sporcata” dal “cattivo desiderio” dei due giudici e decide di affidarsi a Dio e morire innocente piuttosto che cedere a questi uomini.

È la “valle oscura” da cui Papa Francesco trae ispirazione per parlare delle altre “valli oscure” del nostro tempo “Quando noi, oggi, guardiamo tante valli oscure, tante disgrazie, tanta gente che muore di fame, di guerra, tanti bambini disabili, tanti … tanti che adesso, tu chiedi ai genitori: ‘Ma che malattia ha?’ – ‘Nessuno lo sa: si chiama malattia rara’. E’ quella che noi facciamo con le nostre cose: pensiamo ai tumori dalla Terra dei fuochi … Quando tu vedi tutto questo, ma dove sta il Signore, dove sei? Tu cammini con me? Questo era il sentimento di Susanna. Anche il nostro. Tu vedi queste quattro sorelle trucidate: ma, servivano per amore, e sono finite trucidate per odio! Quando tu vedi che si chiudono le porte ai profughi e li si lasciano fuori, all’aria, con il freddo … Ma, Signore, dove sei Tu?”.

E la domanda che sgorga dal cuore dell’uomo – dice il Papa – è “come posso affidarmi a te, Signore” se vedo “tutte queste cose” e se “queste cose succedono a me”? Il Papa sottolinea che anche la sofferenza di un bambino è “un mistero per lui”, e l’unica consolazione viene dalle parole di Gesù al Getsemani: ‘Padre, questo calice, no. Ma si faccia la Tua volontà’.

“Si affida alla volontà del Padre. Gesù sa che non finisce tutto, con la morte o con l’angoscia, e l’ultima parola dalla Croce: ‘Padre, nelle Tue mani mi affido!’, e muore così. Affidarsi a Dio, che cammina con me, che cammina con il mio popolo, che cammina con la Chiesa: e questo è un atto di fede. Io mi affido. Non so: non so perché accade questo, ma io mi affido. Tu saprai perché”.

In fondo, per Papa Francesco affidarsi a Dio è l’unica soluzione. “Questo è l’insegnamento di Gesù: chi si affida al Signore che è Pastore, non manca di nulla”. Anche se va per una valle oscura, ha soggiunto, “sa che il male è un male del momento, ma il male definitivo non ci sarà perché il Signore, ‘perché Tu sei con me. Il Tuo bastone e il Tuo vincastro mi danno sicurezza’”.

Il Papa invita a chiedere la grazia di affidarsi alle mani e alla guida di Dio anche nei momenti brutti, e afferma: “Ci farà bene, oggi, pensare alla nostra vita, ai problemi che abbiamo e chiedere la grazia di affidarci alle mani di Dio. Pensare a tanta gente che neppure ha un’ultima carezza al momento di morire. Tre giorni fa è morto uno, qui, sulla strada, un senzatetto: è morto di freddo. In piena Roma, una città con tutte le possibilità per aiutare. Perché, Signore? Neppure una carezza … Ma io mi affido, perché Tu non deludi”.

La preghiera da fare, per Papa Francesco, è questa: “Signore, non ti capisco. Questa è una bella preghiera. Ma senza capire, mi affido nelle tue mani”

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