La "statio" di san Giovanni a Porta Latina

Gli affreschi della navata
Foto: OB
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Dal centro di Roma si torna verso l’estero e si arriva vicino all’ Appia. San Giovanni a Porta Latina è una piccola chiesa del XII secolo che conserva l’abside di una chiesa molto più antica, forse del VI secolo, anche se la chiesa viene menzionata la prima volta nel 683. E’ il Sacramentario Gregoriano che a maggio riporta la festa di S. Giovanni “ante Portam Latinam”. Un’iscrizione nella navata ricorda la consacrazione della chiesa ricostruita nel 1191.

Le pareti della navata conservano delle bellissime pitture medievali. La chiesa sarà poi trasformata nel Barocco, ma viene riportata alla sua forma medievale tra il 1913 e il 1915. Dopo il restauro la chiesa ha l’aspetto che doveva avere nel 1191. L’abside è unica a Roma perché è esternamente poligonale come quelle delle chiese di Costantinopoli nel V e VI secolo.

Davanti alla chiesa, nella Via Latina, si trova la cappella rotonda di San Giovanni in Oleo. Oggi si presenta in una ricostruzione del XVI secolo, ma esisteva già nel XIII secolo. Si tratta di un curioso luogo di martirio di S. Giovanni, al quale sarebbe sopravvissuto prima di essere esiliato a Patmos.

Dal convento attiguo un tempo delle Monache Turchine della beata Fornari, ora dei Servi della Carità (Rosminiani) parte la processione stazionale dal piccolo sacello bramantesco di “S.Giovanni in aleo” nel luogo tradizionale dello stesso martirio.  Nonostante la brevità del percorso, è particolarmente interessante poter realizzare interamente il rito stazionale.

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