La tua fede ti ha salvato. XXX Domenica del Tempo Ordinario

Gesù guarisce il cieco
Foto: Pubblico dominio
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Il Vangelo oggi ci porta nell’oasi di Gerico collocata a 250 metri sotto il livello del mare e nella quale ci sono i resti della città più antica al mondo. Gesù si trova in questa località è una tappa obbligata per giungere a Gerusalemme. Qui il Signore compie l’ultimo miracolo prima di essere arrestato, condannato e ucciso in croce. 

A Gerico è presente un cieco di nome Bartimeo. Si tratta di una persona condannata a chiedere l’elemosina, all’immobilità e alla solitudine.  Egli si rivolge al Signore che passa con un grido più volte ripetuto che esprime un cuore traboccante di fiducia e di fede nella bontà e nella potenza di colui che sta passando: Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me. Le sue parole denunciano un bisogno e una sofferenza da cui desidera essere liberato. Brama la luce perché vive nell’oscurità e capisce che sta passando l’occasione della vita. Per questo, anche se i circostanti lo sgridano, egli non presta loro attenzione, ma grida ancora più forte. 

Gesù ascolta ed accoglie la richiesta del cieco e gli dona la vista. Come segno della propria gratitudine il cieco risanato si pone alla sequela di Cristo. Proprio come hanno fatto gli apostoli e non ha fatto, invece, l’uomo ricco di domenica scorsa che, condizionato dalle sue ricchezze, se ne è tornato a casa triste.

Che cosa ha spinto Gesù a compiere il miracolo? La fede di questo uomo: la tua fede ti ha salvato. Bartimeo crede che Cristo è il Messia, è il Figlio di Dio. La fede si oppone alla incredulità la quale allontana da Cristo e se persiste giunge perfino a rifiutarlo. Ne è un chiaro esempio Giuda. La fede, per questo cieco, si è espressa nel dare credito alle persone che gli hanno indicato la presenza di Gesù. Noi ci troviamo esattamente nella stessa condizione del cieco. Come lui noi non abbiamo visto il volto di Gesù, tuttavia ci fidiamo della testimonianza di coloro che l’hanno visto e conosciuto. 

Il grido di Bartimeo: Gesù, abbi pietà di me è l’invocazione che ancora oggi si eleva al cielo dall’umanità piagata nel corpo o nello spirito. E il Signore risponde a questo grido attraverso la missione della Chiesa, nella quale non è presente solo il peccato, ma in essa è possibile trovare il volto di Cristo nei sacramenti, nella vita dei santi, nella cultura che essa ha generato, nel volontariato, nella presenza di tanti sacerdoti, persone consacrate e coniugi che nel silenzio e nella discrezione servono i fratelli per amore di Cristo. La Chiesa è Cristo che ascolta oggi il grido dell’uomo e continua a chiamarlo per offrirgli la Sua parola di speranza, di amore e di consolazione, capace di cambiare la vita e di donare la luce della fede.

In questo miracolo compiuto da Cristo noi troviamo descritto anche il cammino che compie colui che riceve il battesimo. Egli passa dalle tenebre del peccato alla dignità di figlio di Dio. Questo passaggio è umanamente impossibile all’uomo abbandonato alle sue sole forze, ma diviene possibile se ci si pone alla sequela di Cristo e lo si riconosce come il Figlio di Dio.

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