La XXXVI Marcia Francescana, a piedi verso Assisi e la "Porta del Cielo"

La marcia dei giovani di Napoli
Foto: FB, pagina della marcia di Napoli
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La Marcia Francescana è un cammino di dieci giorni per giovani, dai 18 ai 32 anni circa, che desiderano impegnarsi in un breve itinerario spirituale per dare luce alla propria vita interiore e così raggiungere a piedi la meta di Assisi che coinvolge ogni anno qualche migliaio di giovani di tutta Italia e dell’Europa. Destinazione? Assisi e con essa la Festa del Perdono e la promessa di quel paradiso desiderato per tutti dal poverello di Assisi, San Francesco. Frate Francesco Piccolo, Responsabile dell’animazione vocazionale e frate minore della provincia di Napoli, commenta ai microfoni di ACI Stampa la marcia “Alle porte del cielo” dei ragazzi della diocesi di Napoli.  

Frate Francesco come sta procedendo questa marcia?

“Siamo 67 tra giovani e religiosi, frati e suore. Di mattina marciamo partendo abbastanza presto, sono 20 km a piedi al giorno nonostante il caldo, abbiamo accoglienza presso conventi, istituti suore o parrocchie. Per citare alcune tappe fondamentali: Gaeta, Formia, itri, Fondi. I chilometri sono in totale circa 100, a piedi. L’età dei ragazzi varia dai 18 ai 32 anni. La marcia è scandita da momenti di preghiera, catechesi e formazione.

Perché il titolo della marcia è “Alle porte del cielo”?

Questa esperienza della marcia viene vissuta ogni anno ed è organizzata dal coordinamento egli animatori vocazionale dei frati minori in Italia. Ogni anno si propone un tema alla marcia con un riferimento per i giovani. Quest’ anno con il Giubileo della Misericordia e con gli 800 anni di ricorrenza del Perdono d’Assisi , e visto che il nostro arrivo è la Porziuncola, abbiamo pensato “Alla porta del cielo”  perché San Francesco, ricevuto il mandato perdono da parte del Papa, disse: “Voglio portarvi tutti in paradiso”.

Quali sono i sentimenti dei più giovani che partecipano alla marcia? Anche rispetto al momento difficile che stiamo vivendo tra terrorismo e crisi della società in generale?

I giovani che partecipano alla marcia sono molto entusiasti e frizzanti e sono motivo di speranza e fiducia per noi religiosi. Siamo alle 36esima edizione, pur riprendendo un antica tradizione dei frati, ma rimane un’esperienza forte e bella da condividere.

Come vivete la marcia in vista della visita di Papa Francesco del 4 agosto alla Porziuncola?

I giovani vivono questa esperienza anche in prospettiva di Papa Francesco che renderà omaggio agli 800 anni della Porziuncola. C’è più entusiasmo e forza nel percorrere questo cammino fisicamente pesante ma spiritualmente leggero.

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