Laudato si': le idee del Papa sono convenienti dice Carolyn Woo

Karolyn Woo prima della conferenza
Foto: AA
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Investire in sostenibilità dice Carolyn Woo, presidente del Catholic Relief Service è uno degli insegnamenti della Laudato si’ di Papa Francesco. La Woo è stata una delle relatrici alla conferenza di presentazione di giovedì mattina in Vaticano.  Alla domanda che Acistampa ha potuto rivolger in conferenza la Woo ha risposto d non credere che “ci sia il senso dell’urgenza, non credo che la precedenza sia così alta come dovrebbe, e non credo che l’adozione delle buone pratiche sia così diffusa come dovrebbe essere.”

Nella sua relazione ha spiegato che andare verso “forme più diversificate ed innovative che abbiamo meno impatto sull’ambiente può essere conveniente” e quella del Papa “non è una congettura, come dimostrano molte solide analisi e ricerche”.

Tra i relatori anche Hans Joachim Schellnhuber, fondatore e direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research che ha spiegato come l’enciclica del Papa arrivi in un “momento cruciale della storia dell’umanità”, in cui “dobbiamo fronteggiare la grande sfida di limitare il riscaldamento globale per assicurare lo sviluppo dei più poveri”. Ed ha aggiunto: “La scienza è chiara: il riscaldamento globale è dato dalle emissioni di gas serra che sono il risultato della combustione dei combustibili fossili. Se non riusciamo a ridurre fortemente queste emissioni e ad invertire l’andamento della curva del riscaldamento globale, i nostri vicini e i nostri figli saranno esposti a rischi intollerabili”.

A portare la testimonianza della concretezza del problema è stata Valeria Martano, maestra nella periferia di Roma. “L’ecologia urbana, messa in pericolo dall’inquinamento, dai pochi servizi, dall’individualismo pervasivo rappresenta una sfida per noi cristiani”. Ed ha denunciato che  “a troppi è negata la dignità di una casa, come ai rom, e spesso si assiste alla distruzione delle abitazioni precarie senza l’offerta di un’alternativa. Gli anziani sono espulsi dal tessuto sociale, collocati in istituzioni periferiche. Da un mondo brutto, i giovani si ritirano nel virtuale. Si sperimenta la cosiddetta ‘morte del prossimo’” . Il suo è stato un appello:  “Ci sono tante risorse umane, talvolta disperse!”.

Appena pubblicata l’enciclica sono arrivati moltissimi commenti a cominciare da quello di  Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International: “Papa Francesco ricorda a tutti l’imperativo morale di combattere l’ingiustizia climatica e sociale. Sono più i poveri a essere maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici, pur avendo contribuito meno di tutti a causare il problema”.

“L'enciclica -ha dichiarato il presidente delle Acli Bottalico - rivolge un messaggio chiarissimo all'umanità: di fronte al deterioramento ambientale del pianeta vanno ripensati i criteri obsoleti, di epoche passate che continuano a governare il mondo. La politica deve recuperare la sua capacità di guida rispetto ai poteri economico-finanziari transnazionali, in funzione del bene comune per una ecologia integrale, ambientale e sociale. Questo cambiamento esige di mettere in discussione la cultura dominante preoccupata solo della massimizzazione del profitto. Paola Ricci Sindoni presidente di Scienza e Vita ha detto che

“Gli sviluppi della tecnologia e della scienza – come ricorda il Pontefice – sono strumenti che hanno portato un indubbio progresso per tutta l’umanità, ma senza accettazione dei limiti possono diventare degli idoli, piegati a logiche di mercato, di sfruttamento, di prevaricazione. Nella ricerca scientifica e culturale, pertanto, è necessario tendere al perseguimento del bene e del bello, volti al benessere generale di tutta l’umanità, specie dei più poveri e dei più fragili”.

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