Lavoro, il grido di allarme dei vescovi calabresi

L'Arcivescovo di Catanzaro, Vincenzo Bertolone
Foto: Arcidiocesi di Catanzaro
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La Chiesa italiana è vicina a chi, per vari motivi vive e soffre a causa della mancanza di lavoro. Una crisi, quella lavorativa, che coinvolge non solo i giovani ma anche tante famiglie che decidono di lasciare il nostro Paese ed emigrare per dare una vita diversa ai loro figli. Sono tanti, infatti, quelli che bussano alle  Missioni Cattoliche Italiane all’estero alla ricerca di un aiuto per un lavoro o per un alloggio. Missioni cattoliche spesso unici punti di riferimento di aiuto necessario in terra straniera.

Di Chiesa e lavoro al Sud Italia si discuterà dal 8 al 9 febbraio a Napoli su iniziativa delle diocesi del Meridione del Sud Italia e quelle della Sardegna incollaborazione con gli Uffici per la pastorale sociale e il lavoro.

Un evento, questo, che si inserisce nel percorso nazionale della Settimana sociale dei cattolici italiani sul tema del lavoro che si terrà a Cagliari nell’ottobre 2017. E in vista dell’incontro di Napoli i vescovi calabresi, riunitisi questa settimana a Reggio Calabria per la sessione invernale della Conferenza Episcopale Regionale hanno voluto lanciare un appello alle istituzioni della regione e al mondo imprenditoriale per impegnarsi e fare ogni sforzo affinchè si creino “situazioni concrete di posti di lavoro per ridare speranza” alle comunità e alle famiglie.

Varie sono le realtà che in questo periodo vivono momenti difficili. Nella sola Calabria “le ventilate chiusure” degli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone che – scrivono i vescovi – contribuirebbero a penalizzare ancora una volta la Calabria, “sempre più isolata dal resto dell'Italia”.

La Chiesa non può restare in silenzio davanti a questa “vera e propria tragedia” e lo fa in tanti modi. Napoli sarà l’occasione di dialogo e riflessione sulla realtà che si vive nelle diocesi soprattutto meridionali ma anche di speranza per le tante esperienze positive di imprese che funzionano promosse anche con il contributo della Chiesa italiana.

La chiesa calabrese attraverso la Commissione Regionale Problemi sociali e pastorale del lavoro ha presentato alla segreteria del Convegno come esperienza significativa della Calabria quella del Consorzio Cooperative del gruppo Goel, che opera nel segno del cambiamento e del riscatto della regione. Nato inizialmente nella diocesi di Locri il consorzio si pone al servizio di un preciso progetto di cambiamento sociale, dove alcune parole chiave ne definiscono i riferimenti cardinali: libertà, democrazia, sussidiarietà, giustizia sociale, giustizia economica, diritti dei più deboli, comunità locali e territori. Una realtà che oggi ha superato i confini della Locride e della stessa Calabria svolgendo – come si legge sul sito del Consorzio - una funzione preziosa di “ponte” verso altri territori e altri soggetti, in Italia e nel mondo: “la marginalità dei nostri territori, diversamente, prevarrebbe sul cambiamento”.

Tante le realtà, soprattutto al Sud, nate all’interno del Progetto Policoro, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e che sta mostrando sempre più il suo volto di iniziativa ecclesiale, «spazio di evangelizzazione, formazione e promozione umana dove si mettono alla prova, con la necessaria umiltà, strade nuove e soluzioni inedite intorno al grave problema della disoccupazione», come diceva, nel 2003, l’allora presidente della Cei, il card. Camillo Ruini. Una intelligente azione «di formazione e talora anche di sostegno concreto per garantire ai giovani un futuro nelle loro terre», gli faceva eco il card. Angelo Bagnasco nel maggio 2007 parlando all’Assemblea Generale della Cei.

Il convegno di Napoli sarà una occasione preziosa per dire che la chiesa è vicina ai giovani e ai tanti che vivono il dramma della disoccupazione e che vedono allontanarsi sempre più la prospettiva di un'attività lavorativa. Un segno concreto…

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