Le Settimane Sociali, un impegno lungo 110 anni

Gli ultimi preparativi alla Fiera della Sardegna
Foto: Settimane Sociali
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Si deve all’intuizione di Giuseppe Toniolo l’istituzione delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. Correva l’anno 1907 e i cattolici italiani tornavano lentamente ma convintamente nell’agone sociale dello Stato Italiano. Da allora si svolsero con cadenza annuale, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Finita l’Inutile strage, le Settimane ripresero ma un’altra sospensione era all’orizzonte: il fascismo non gradiva l’impegno dei cattolici che - alla fine - furono messi all’angolo. Si ricominciò tra il 1945 e il 1970, quando la celebrazione delle Settimane Sociali, subì un altro lungo stop.

Si riprese nel 1991: e da allora non ci si è più fermati.

Ma cosa sono le Settimane Sociali? Sono riunioni di studio e di confronto per far conoscere ai cattolici il messaggio sociale cristiano da introdurre e far conoscere nei diversi ambiti del variegato e complesso mondo del lavoro.

Recentemente - nelle ultime edizioni di questo primo scorcio di secolo - si è parlato di “Democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri”, “Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano”, “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’Agenda di speranza per il futuro del Paese”, “La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”.

Tema di questa edizione, la 48/ma che si apre a Cagliari oggi, sarà “Il lavoro che vogliamo, libero, creativo, partecipativo, solidale”: sono attesi 1000 delegati, 80 vescovi e 180 sacerdoti, che saranno divisi in 90 tavoli di lavoro.

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