Le Stazioni quaresimali, il Venerdì Santo a Santa Croce in Gerusalemme

Il reliquiario del Titulus Crucis
Foto: pd
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Il Venerdì Santo il pellegrinaggio delle stazioni torna di nuovo a Santa Croce in Gerusalemme. E non potrebbe essere altrimenti visto che la basilica venne edificata proprio per custodire le reliquie della Passione portate a Roma dalla imperatrice Elena, madre di Costantino.

Le reliquie della Croce erano inizialmente custodite nella cappella creata nel IV secolo dalla stessa Sant’Elena.

Con le trasformazioni della chiesa nel XVI secolo furono trasferite e nel 1931 trovarono la loro definitiva collocazione nell’attuale Cappella a cui si accede tramite un corridoio simbolo di un’ideale ascesa al calvario.

Le Sacre Reliquie, poste in preziosi reliquiari realizzati tutti o in parte nel 1800, sono conservate in una teca di cristallo ed esposte così alla venerazione dei fedeli.

Oltre ai frammenti della Vera Croce ed uno dei chiodi utilizzati nella Crocefissione si venerano i frammenti della Grotta della Natività e del S. Sepolcro, la falange del dito di San Tommaso, il Patibolo del Buon Ladrone e due spine provenienti dalla Corona di Gesù.

Forse la più interessante storicamente è il Titulus Crucis,  la tavoletta reliquia della Croce probabilmente portata nella Basilica nel VI secolo e rinvenuta nel XV secolo murata all’interno dell’arco absidale della Basilica. La tavoletta è inscritta da destra verso sinistra usando caratteri ebraici greci e latini e riporta la motivazione della condanna a morte I. NAZARINVS RE[X IVDAEORVM]

Sarebbe quella che era sulla croce di Gesù secondo le indicazioni di Pilato.

Lo studioso tedesco Michael Heseman ha proposto alcune tesi per dimostrarne la autenticità.

Nella introduzione al volume “ Titulus Crucis” di Heseman il papirologo tedesco Carsten Peter Thiede, che ha studiato i papiri del Vangelo di Qumran, scrive: “ Quel titulus esisteva, e i primi resoconti dei pellegrini cristiani che visitavano Gerusalemme lo menzionano. Nulla depone contro il fatto che si sia conservato dopo la crocefissione di Gesù (...) Le particolarità della scrittura mi sono sempre parse deporre a favore di una sua collocazione temporale nel I secolo”.

Vere o no queste reliquie sono certamente una ottima occasione per meditare sul Vangelo della Passione.

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