Le Stazioni quaresimali, la messa in Coena Domini nella cattedrale di Roma

Il cardinale De Donatis presiede a San Giovanni in Laterano i riti della Settimana Santa
Foto: Romasette
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Il Giovedì Santo la Diocesi di Roma si riunisce nella sua Cattedrale, San Giovanni in Laterano per celebrare la Messa in Coena Domini.

Fino al pontificato di Benedetto XVI era il Papa a celebrare la liturgia, se si tolgono gli anni in cui Giovanni Paolo II ormai anziano la celebrava in San Pietro.

Ma Papa Francesco, a differenza dei vescovi diocesani, ha scelto di andare in un luogo di esclusione e sofferenza, e per i romani in Cattedrale c’è il cardinale Vicario Angelo De Donatis alle 17.30 a celebrare la liturgia del Triduo.

Con questa messa prosegue il cammino delle stazioni che si concluderà con la Domenica in Albis il 28 aprile.

La lavanda dei piedi è un segno liturgico molto importante. Non si tratta semplicemente di un gesto di umiltà. Come spiegava Benedetto XVI nel 2008: “ È arrivata l’“ora” di Gesù, verso la quale il suo operare era diretto fin dall’inizio. Ciò che costituisce il contenuto di questa ora, Giovanni lo descrive con due parole: passaggio (metabainein, metabasis) ed agape – amore. Le due parole si spiegano a vicenda; ambedue descrivono insieme la Pasqua di Gesù: croce e risurrezione, crocifissione come elevazione, come “passaggio” alla gloria di Dio, come un “passare” dal mondo al Padre. Non è come se Gesù, dopo una breve visita nel mondo, ora semplicemente ripartisse e tornasse al Padre. Il passaggio è una trasformazione. Egli porta con sé la sua carne, il suo essere uomo. Sulla Croce, nel donare se stesso, Egli viene come fuso e trasformato in un nuovo modo d’essere, nel quale ora è sempre col Padre e contemporaneamente con gli uomini. Trasforma la Croce, l’atto dell’uccisione, in un atto di donazione, di amore sino alla fine.”

Nella omelia del 1983 , Anno Santo della Redenzione, Giovanni Paolo II commentando le parole del Vangelo nel quale Simone tenta di rifiutare id farsi lavare i piedi da Gesù, dice: “Quando Simon Pietro cede, egli sa che quest’ordine, a cui voleva essere fedele, viene sostituito dall’Ordine Nuovo. Egli stesso difendeva ancora l’ordine antico, ma al tempo stesso già avvertiva quanto quello nuovo fosse già presente in lui; quanto lui, pur uomo dell’antica alleanza, fosse tuttavia già aperto alla Comunione col suo Maestro e Signore. Dice quindi: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!” (Gv 13, 9). Tanto desidera quella “parte” con il Maestro. Tanto desidera quella purezza, che nasce dal servizio della Redenzione”.

 

I diversi riti del Triduo Pasquale saranno celebrati anche dai vescovi ausiliari secondo un calendario pubblicato dalla Diocesi di Roma.

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