Stazioni quaresimali: la parrocchia degli agostianiani custodisce Santa Monica

La facciata della chiesa di sant' Agostino in Campo Marzio
Foto: Wikipedia
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Il 9 marzo è a giornata in cui il cammino stazionale arriva alla basilica dei Santi Trifone e Agostino, non lontano da piazza Navona, nel rione Sant’Eustachio.

La cura pastorale della chiesa è affidata alla provincia agostiniana d’ Italia ed un centro culturale di grande importanza per la famiglia agostianiana.

Nel XIV secolo, gli agostiniani, che già officiavano la chiesa di San Trifone in Posterula, decisero di costruire una nuova struttura per il loro convento e di dedicarla a sant’Agostino. La chiesa venne ultimata nel 1420. Ma risultò piccola e troppo sotto il livello del Tevere che spesso esondava. Così, grazie alla munificenza del cardinale Guillaume d’Estouteville, tra il 1479 e il 1483 fu edificata l’attuale basilica.

La chiesa è parrocchia fin dalla sua fondazione; in essa infatti furono trasferiti i titoli e la cura d’anime della parrocchia di San Trifone in Posterula. Essa è inoltre sede dal 1587 del titolo cardinalizio di Sant’Agostino.

La storia dell’ Ordine nasce nel secolo XIII. La Santa Sede decise di riunificare diverse realtà di vita eremitica che seguivano la Regola di S. Agostino.

Era il 9 aprile del 1256 quando Papa Alessandro IV nella Basilica di Santa Maria del Popolo la confermò con la bolla Licet Ecclesiae Catholicae.

Il nuovo Ordine, insieme ai Francescani e ai Domenicani, divenne una delle maggiori forze motrici di una grande riforma della Chiesa, della cultura e della società europee.

La basilica custodisce il corpo di Santa Monica, madre di Sant’ Agostino.

Lo scorso 27 agosto, memoria liturgica della Santa, Papa Francesco, rientrato a Roma dal viaggio apostolico in Irlanda, si è fermato nella chiesa di Sant’Agostino, a Campo Marzio.

La parrocchia ricorda specialmente il Beato Agostiniano Stefano Bellesini,  primo parroco elevato all’onore degli altari.

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