Meter, le testimonianze e le conferenze on line di Don Di Noto

Il live di Don Di Noto
Foto: Meter
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“Dopo circa 30 anni, ho confessato a una mia amica psicologa e ad altri miei amici fidati che, pure io, quando ero in prima media, fui abusato sessualmente da un pedofilo ma non prete!

Sono guarito da questa ferita tremenda grazie a una mia amica professoressa di Psicologia, grazie ai miei superiori, al mio direttore spirituale, ai miei amici e familiari più intimi e grazie a #Fortunato Di Noto sacerdote fondatore di #Meter che lotta contro il gravissimo reato della pedofilia. E grazie soprattutto a Gesù e alla Madonna nostra Mamma Celeste.

Ora sto bene e ho perdonato dopo anni il pedofilo che mi ha ferito gravemente. Pregate per me. Ora vorrei aiutare anch’io don Fortunato Di Noto e la sua associazione Meter nella lotta contro la pedofilia. Vi abbraccio. Don Giovanni Gatto, parroco di Tempera frazione di L’Aquila”.

E’ una delle tante testimonianze che arrivano nella posta di Don Fortunato fondatore della associazione Meter.

Don Fortunato non è a Roma per manifestare, il suo contributo lo da tramite i social network.

La video diretta di Meter è un iniziativa, unica nel suo genere. Per ogni giorno del Summit ci sarà il contributo di don Di Noto. Lo stesso in questi giorni è a stretto contatto con le vittime che segue Meter e con l’equipe del suo Centro di Ascolto e di Accoglienza, nonché con l’OS.MO.CO.P. - osservatorio mondiale contro la pedofilia di Meter -, per offrire contenuti, indicazioni e percorsi chiarificatori su un fenomeno, quello della pedofilia, che coinvolge tutti, Chiesa e società intera. 

Ecco alcuni dati europei: circa 20.000.000 di minori abusati, senza considerare il dramma pedopornografia online (il report Meter è sul sito www.associazionemeter.org) 

Nella conferea di oggi Don Di Noto ha spiegato che la responsabilità "nasce non solo dal supportare la burocratizzazione di norme e codici importante per garantire la tutela dei minori, ma innanzitutto da una coscienza collettiva, che matura nell’assunzione di un atteggiamento di tutela, di protezione e di salvaguardia."

Particolare approfondimento è stato fatto in merito all’obbligo di denuncia da parte dei Vescovi. Don Di Noto ha citato con l’aiuto dei legali di Meter la situazione attuale nell’ordinamento penale italiano, chiarendo così la definizione di pubblico ufficiale (che non ha il Vescovo) e la questione legata all’obbligo di  denuncia (che nell’ordinamento giuridico italiano è imposto ai soli pubblici ufficiali e agli incaricati di pubblico servizio). Pertanto il Vescovo non riveste nessuna delle due qualità e di conseguenza non ha l’obbligo di denuncia. La stessa, come per ogni cittadino, può scaturire solo se spinti da un dovere morale. Il Vescovo per l’ordinamento giuridico italiano, non riveste altresì alcuna posizione di garanzia nei confronti di sacerdoti incardinati nella sua Diocesi.

CHE COSA ALLORA BISOGNA FARE? Si domanda don Di Noto:  « Iniziare un percorso di accordo tra i due ordinamenti (Canonico e Penale) prima a livello dei due Stati, successivamente ad dare inizio ad un percorso legislativo interno che stabilisca specifici obblighi.»

Conclude dicendo:«se per garantire la tutela dei minori è necessario un accordo tra le parti è auspicabile che questo abbia inizio.»

Domai alle 10.30 il terzo appuntamento di Meter onlus.

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