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Migranti, XI Rapporto dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni

Il Rapporto dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni |  | Osservatorio Romano sulle Migrazioni Il Rapporto dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni | | Osservatorio Romano sulle Migrazioni

E’ stata presentata a Roma l’undicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici S. Pio V.

La Lombardia è la prima Regione d’Italia per numero di presenze di immigrati, seguita dal Lazio: la città metropolitana di Roma conta – al 1° gennaio 2015 – oltre 523.000 residenti stranieri. Nella sola Roma Capitale gli stranieri sono oltre 363.000.

La maggioranza degli straneri residenti a Roma provengono dall’Europa, Romania in testa. Seguono Asia, Africa e Sud America. Minima la percentuale di rom e sinti: solo lo 0,25% del totale, mentre cresce la presenza dei minori non accompagnati provenienti in particolare da Egitto e Bangladesh.

Il Rapporto segnala come sia forte il contributo degli immigrati all’economia e al mercato del lavoro: nel territorio romano i lavoratori stranieri sono 274.000 e operano per il 42,3% nei servizi collettivi e personali (116.000 occupati, 130.000 nel Lazio).

Da segnalare anche la presenza di coloro che hanno richiesto asilo. Quasi 5000 le richieste accolte a Roma, la maggior parte delle quali avanzate da cittadini di Mali, Afghanistan e Nigeria. Tra i minori spiccano invece le presenze da Nigeria, Somalia, Guinea ed Eritrea.

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“Per diversi aspetti – ha spiegato Ugo Melchionda, Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS  - l’area romana anticipa quello che, secondo le proiezioni dei demografi, avverrà a livello generalizzato a metà secolo. Perciò l’Osservatorio Romano sulle Migrazioni deve essere considerato un sussidio indispensabile per preparare il futuro”. 

“La parola straniero - ha commentato il Vescovo Ausiliare di Roma Mons. Giuseppe Marciante – fa paura e nasce quando non si conosce l’altro, soprattutto dando credito ai pregiudizi sull’altro. La paura spesso blocca le relazioni e i rapporti non solo con Dio, ma anche tra gli uomini. Più volte il Signore ci ha esortato a non avere paura, perché quando la si prova si finisce per incuterla. La nostra missione consiste nel liberare noi e gli altri dalle false paure. Cristo infatti, risorgendo dalla morte, ci ha liberati dalla paura”.