Milano celebra Martini, in diocesi e con la raccolta di documenti in Fondazione

Una foto degli anni '80 di Carlo Maria Martini
Foto: Fondazione Carlo Maria Martini
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Saranno due giorni intensi quelli in cui la Fondazione Carlo Maria Martini celebrerà i novant’anni della nascita del cardinale gesuita scomparso nel 2012, preceduti da una giornata di festa diocesana il giorno della nascita, il 15 febbraio.

Tema e slogan degli eventi al Centro San Fedele di Milano, “ Io ci sono”. Un po’ lo scopo stesso della nascita della Fondazione, mantenere viva la presenza di Martini e della sua spiritualità.
“Siamo infatti convinti - ha detto ai giornalisti padre Giacomo Costa vice presidente della Fondazione- che il Cardinale abbia ancora molto da dire alle donne e agli uomini di oggi”.

Si inizia il 18 febbraio con una conferenza sul tema della giustizia e della politica, sulla base degli scritti di Martini.

E ci sarà un nuovo sito, on line proprio dal 18 febbraio, per le iniziative della Fondazione, una  vera “porta di accesso al cuore dell'eredità di Martini, con i suoi vari percorsi, le videointerviste con le testimonianze dei collaboratori del Cardinale, le news, e l'archivio digitale, un progetto imponente, che ha richiesto il coinvolgimento di diversi soggetti e competenze, ma che ancora una volta ha lo stesso criterio di ispirazione: non uno strumento solo per studiosi, ma un archivio per tutti”, spiega Costa.

Particolarmente interessante il progetto dell’ archivio nel quale si trovano “gli scritti, gli appunti, i quaderni, le agende, le corrispondenze, i documenti pastorali, le omelie, i discorsi ufficiali, le conferenze, gli esercizi spirituali. Accanto a questa documentazione vi sono le raccolte fotografiche, i video e i documenti digitali, a testimonianza di un patrimonio documentale che, nella sua costituzione, riflette anche il passaggio dall’epoca analogica a quella digitale”.

Chiara Daniele che lo ha curato spiega che “la Fondazione metterà on line gli inventari e i documenti dei primi 5 anni dell’episcopato di Martini a Milano (1980-1984) e una selezione delle videointerviste fino ad oggi realizzate. Saranno pubblicati e resi disponibili: 204 file audio di discorsi e interventi del Cardinale, circa 6.500 immagini digitali di testi e fotografie, 20 delle video interviste realizzate dalla Fondazione. Nei mesi successivi verrà pubblicata, con un calendario programmato, la documentazione degli anni successivi dell’episcopato a Milano, nuove videointerviste e la documentazione raccolta attraverso una raccolta di documenti”.

Un vero appello che  la Fondazione Martini lancia a tutta la città di Milano, alla Diocesi ambrosiana, e in generale a tutti coloro che hanno conosciuto il Cardinale.

L’idea è che a partire dal pomeriggio del 18 febbraio ciascuno è invitato a portare alla sede della Fondazione o a caricare online il proprio ricordo tangibile di Martini, una lettera, una foto, un audio. Tutti sarà inserito nell’ “Archivio aperto” del sito della Fondazione, con una scheda che indicherà i proprietari e racconterà la storia della documentazione.

Tra le iniziative anche una mostra dell'artista israeliano Shay Frisch, promossa anche in collaborazione con il Consiglio delle Chiese cristiane, curata da Padre Andrea Dall'Asta SJ, responsabile di San Fedele Arte,” Connessioni luminose” è  una mostra ecumenica di arte contemporanea sui temi della luce, dell’energia e della relazione, attraverso una serie d’installazioni.

Il programma prevede la messa domenica 19, celebrata da monsignor Franco Agnesi, vicario episcopale per la zona di Varese, nella Chiesa di San Fedele alle 17 e un concerto del  Coro da Camera di Varese diretto da Gabriele Conti con musiche di J. Desprez, C. Monteverdi, D. Scarlatti e F. Mendelssohn. Un programma polifonico strutturato come un grande Vespro liturgico - ha spiegato padre Antonio Pileggi SJ, responsabile di San Fedele Musica - che ripercorre quattro secoli di produzione musicale sui Salmi di Davide con il Magnificat di Domenico Scarlatti a conclusione del Vespro. È un modo in cui vogliamo mettere in pratica ciò a cui Martini esortava spesso, ovvero riascoltare la Scrittura anche con la lettura corale, così da divenire nutrimento del cuore”.

Il primo appuntamento sarà però proprio il 15 febbraio giorno della nascita di Carlo Maria Martini, come ricorda Cinzia Picozzi, conservatore del Museo Diocesano di Milano, quando in una cerimonia il cardinale Scola intitolerà il Museo al cardinale che da arcivescovo, nel 2001, ne decise l'apertura.

Scola ha ricordato che “la dedicazione a Carlo Maria Martini è sembrata la scelta, oltre che più ragionevole, più significativa, non solo perché il Museo nacque da un’idea proposta con forza da Martini che iniziò a dare vita a questo luogo portando qui alcune delle tele della quadreria dell’episcopio per metterle a disposizione di tutti, ma anche per rendere omaggio alla poliedricità della sua figura che sapeva interloquire con tutti i mondi della cultura”.

Una giornata che  l’Arcidiocesi di Milano e la Fondazione Sant’Ambrogio hanno voluto rendere particolarmente significativa a partire dalle 11.00 quando  il Cardinale Angelo Scola svelerà la targa commemorativa, nella sala dell’Arciconfraternita, si terranno degli interventi che analizzeranno il profondo rapporto esistito tra Carlo Maria Martini e il Museo Diocesano.

Sarà Nadia Righi, conservatrice del Museo Diocesano, ad aprire le comunicazioni con una lettura storico-artistica del dipinto “San Francesco riceve le stimmate” di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, una delle opere più amate da Martini.

A seguire, Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura dell’Arcidiocesi di Milano, parlerà della passione di Carlo Maria Martini per l’arte e del suo legame con il Museo Diocesano.

La chiosa finale sarà affidata al Cardinale Scola che esporrà le ragioni della dedicazione del Museo al Cardinal Martini.

La giornata si chiuderà, alle ore 21.00 alla Basilica di Sant’Eustorgio, con un concerto dell’Orchestra Carlo Coccia, diretta da Michele Brescia, e del Coro Bach - Città di Milano.

Saranno eseguite musiche di Franz Schubert, Messa in sol maggiore D.167 per soli, coro e orchestra, di Felix Mendelssohn, Verleih uns Frieden gnadliglich, cantata per coro e orchestra, e di Benjamin Britten, Simple Symphony

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