Misericordiae vultus, la lezione di sei santi

Madre Teresa di Calcutta, una dei santi della misericordia
Foto: CNA
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La lettura proposta dalla Penitenzieria apostolica della Misericordiae vultus ha uno dei punti centrali nelle immagini dei santi che hanno incarnata la misericordia. Sul tema ha tenuto una relazione la scorsa settimana Padre Antonio Maria Sicari, dell’ ordine dei carmelitani scalzi.

Sei i santi scelti dal frate teologo: santa Teresa di Lisieux, santa Faustina Kowalska, san Vincenzo de’ Paoli, san Damiano de Veuster, la beata Madre Teresa di Calcutta e san Leopoldo Mandić Mandić.

“Ad occupare il primo posto - ha spiegato Padre Sicari- sono “necessariamente” le due giovani Sante (Teresa e Faustina) che sono state scelte dal cielo come “annunciatrici e apostole” della Divina Misericordia, per i nostri tempi.

Vincenzo de’ Paoli viene scelto non solo come rappresentante dei “Santi nella Carità” – dato che molti di essi (tra cui Elisabetta Anna Seton, G. B. Cottolengo, Don Bosco, Federico Ozanam, Piergiorgio Frassati, Don Orione, e altri ancora) lo hanno considerato e venerato come loro ispiratore e patrono – ma anche per l’estensione socio-politica che seppe conquistare per il termine “carità”.

Damiano de Veuster viene scelto perché fu chiamato a esercitare l’opera di misericordia più estrema (prendersi cura dei lebbrosi, da tutti considerati come “morti viventi”, nemmeno degni di sepoltura), ma ricostruendo per loro e con loro tutte le strutture sociali necessarie a una vita dignitosa, ed esercitando poi, in logica conseguenza, tutte le altre opere di misericordia elencate dal catechismo.

Madre Teresa di Calcutta viene scelta perché esercitò la misericordia verso ogni categoria di emarginati, allo scopo (l’unico “totalmente misericordioso”!) di “riempire il Paradiso di Santi”, tracciando un percorso capace di innalzarsi dai luoghi più umili della terra fino al cielo.

E, infine, mi sembra dovuto – in questo convegno organizzato dalla Penitenzieria apostolica – il riferimento a san Leopoldo Mandić, dato lo stretto legame che esiste tra la Divina Misericordia e l’amministrazione del sacramento della Penitenza: legame che Padre Leopoldo visse con una profondità e intensità indicibili, che meritano di essere valorizzate anche dal punto di vista strettamente “teologico”.”

Per Padre Sicari “l’insegnamento dei Santi sulla Misericordia di Dio è assolutamente elementare: essa è la ragione della nostra vita, in ogni suo attimo, in ogni suo spazio, in ogni suo avvenimento.

Far diventare la Misericordia “una ragione di vita”, significa certo mostrare l’infinita e gloriosa bellezza di cui l’esistenza si riveste quando è misericordiosa.

Ma all’origine di tutto essa è la ragione della vita!”.

 

 

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