Nel santuario di Sant’Edvige a Trzebnica l’ultimo saluto a suor Olimpia Konopka SMCB

Era la custode dell'archivio del monastero e del museo che aveva creato sulla storia del santuario

Suor Olimpia, una delle ultime foto
Foto: AA
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Quest’autunno il Meeting europeo di EWTN si è svolto dal 25 al 29 settembre nella cittadina polacca di Trzebnica a pochi chilometri da Breslavia in Bassa Slesia, famosa per il Santuario di Sant’Edvige che custodisce le spoglie di questa santa. Sant’Edvige fu venerata soprattutto per la sua misericordia ed anche oggi le Suore della Carità di San Carlo Borromeo che custodiscono il Santuario sono dedite alle opere di misericordia.

I partecipanti dell’incontro ogni giorno visitavano il Santuario per la celebrazione della santa Messa e per incontrare le suore. Una di loro, suor Olimpia, la memoria storica della Congregazione e del Santuario, è stata la guida nel museo da lei allestito negli storici locali.

Purtroppo, il 9 ottobre suor Olimpia è morta improvvisamente. I suoi funerali si sono svolti nella basilica di Trzebnica in presenza delle consorelle, dei famigliari, degli amici e dei cittadini di Trzebnica. Il rito funebre è stato presieduto dal parroco della chiesa di san Bartolomeo Apostolo e di santa Edvige, don Piotr Filas.

Suor Olimpia Teresa Konopka è nata il 15 luglio 1934 nell'Alta Slesia a Rudno, come la più giovane di sette figli. Il 3 novembre 1951, era entrata nella Congregazione delle Suore della Carità di San Carlo Borromeo a Trzebnica. Dopo aver completato il noviziato, nel 1955 emise i suoi primi voti religiosi e tre anni dopo i voti perpetui. Da suora ha mostrato una vocazione speciale come catechista, mettendo tutto il suo cuore in questo ministero. Stava cercando nuovi modi e metodi per raggiungere i giovani. Nel gennaio 1977, suor Olimpia ha affrontato una nuova sfida: l’organizzazione di una nuova comunità nella Nunziatura Apostolica a Vienna.

Lì intraprese un lavoro amministrativo e divenne la superiora della comunità. Ha impressionato molti con il suo affidabile adempimento di doveri, ottenendo un grande riconoscimento non solo dei suoi superiori diretti. Era molto rispettata e durante il suo servizio nella Nunziatura di Vienna ha avuto l'opportunità di incontrare molte personalità della Chiesa, della politica e della cultura.

Si è sentita onorata dei contatti personali con Giovanni Paolo II, che durante i suoi tre viaggi apostolici in Austria (1983, 1988, 1998) alloggiava nella Nunziatura. Ricevette una medaglia d'oro di merito dal Presidente della Repubblica d'Austria per i suoi servizi per la Repubblica d'Austria. Terminò il suo servizio a Vienna nel 1997 e tornò a Trzebnica dopo che il Capitolo Generale l'aveva eletta alla carica di vicaria generale. Ha ricoperto questa carica per due mandati fino al 2009.

Dal 2002, fino alla fine della sua vita, è stata curatrice e guida del museo del monastero delle suore a Trzebnica da lei fondato e ampliato costantemente. Il suo eroico lavoro d’archiviazione di documenti e monumenti del monastero, la cura per il restauro di dipinti di valore e la capacità di acquisire i fondi necessari per salvare questi beni sono stati riconosciuti da tanti. Giovanni Paolo II ha concesso a suor Olimpia la croce "Pro Ecclesia et Pontifice", istituita per "coloro che si distinguono per il loro eccezionale servizio e zelo".

"Che tutto ciò che fai sia fatto con amore." In queste parole di san Carlo Borromeo si esprime tutto il carisma della Congregazione delle Suore della Carità e a questo carisma di “fare tutto con amore” è stato fedele suor Olimpia Konopka per tutta la sua vita religiosa.

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