P. Diomede Scaramuzzi: lo studio come apostolato

Padre Diomede Scaramuzzi
Foto: Archivio della Biblioteca di S. Matteo a S. Marco in Lamis
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San Francesco fondando la sua famiglia religiosa pensò ad una compagine di fratelli che vivessero insieme la minorità (intesa come l'esser umili davanti a Dio) e la povertà per poter più agilmente realizzare il Regno dei cieli qui fra noi. Nella sua Regula bollata, ciò risulta chiarissimo. 

Francesco ha davanti a se l'immagine di un uomo di preghiera, fede, semplice, laborioso, intelligente e che sceglie di sedere all'ultimo posto. Questo è un francescano e tale è stato padre Diomede Scaramuzzi(1880-1966).

Tratteggiare la vita di questo splendido religioso della Provincia dei frati francescani di San Michele di Puglia e Molise è ricordare l'impegno culturale della vita di un attento studioso delle opere dei grandi pensatori francescani e di un uomo di profonda preghiera. 

Amò lo studio e la ricerca come mezzo per arrivare a Dio, senza alcuna sosta davanti all'ambizione personale. Filosofo, teologo e storico della vita di Sant'Antonio e di San Bonaventura a lui si devono importanti saggi sulla vita di questi santi e di molti altri. Tra queste è bene qui ricordare “la figura intellettuale di Sant'Antonio da Padova”(1934). Questo saggio è non solo unico nel suo genere in quanto mette in luce la propensione agli studi del grande taumaturgo di Padova, ma ne evidenzia il suo grande amore per Dio. 

Un altro testo che merita particolare attenzione è la sua traduzione dell'Itinerium mentis in Deum (1943) in cui, lo Scaramuzzi aggiorna la traduzione dall'originale. Ma questi sono solo due dei numerosi saggi e dei numerosi articoli, comparsi su molti giornali cattolici, tra cui anche l'Osservatore Romano.

Nato a San Giovanni Rotondo (Fg) il 15 novembre 1880,  il 15 dicembre 1895 veste l'abito francescano e compiuti gli studi necessari, nei vari conventi dell'Ordine, il 25 luglio 1903 viene ordinato sacerdote. 

Conseguita la laurea in Teologia (1904) i superiori apprezzandone le non comuni doti intellettuali lo chiamano ad insegnare nello studentato della sua Provincia religiosa, dopo di che viene inviato come docente di apologetica presso il Collegio Sant'Antonio di Roma.

Qui continua  la sua vasta attività di scrittore e giornalista. Per un breve periodo è a Quaracchi (Firenze) per far parte della prima commissione di studi su Duns Scoto. 

Dal 1953 nella piena maturità  dei suoi anni, nel silenzio della preghiera e dello studio incontrò sorella morte il 10 febbraio 1966. 

A chi lo ha conosciuto, quando tornava nel suo convento di San Matteo nel Gargano,  ha lasciato l'immagine di un uomo religioso sereno e molto umile. 

Sempre interessato alla cultura ed informato sui libri che uscivano nelle materie a lui note. La vecchia con  i suoi immaginabili segni lo ha trovato sempre sereno e  lieto con i confratelli.

Autore di ben 500 contributi fra articoli e saggi, fino all'ultimo ha continuato a scrivere con quel suo stile stimolante e colto.

Fu amico di San Pio da Pietrelcina di cui si conserva anche una foto insieme nel corridoio del convento del santo.

Padre Diomede Scaramuzzi con il suo impegno ha incarnato il vero spirito francescano della cultura come mezzo di ricerca di Dio. Nella serenità e nella giocondità del suo carattere ha dimostrato come si può esser grandi solo facendosi piccoli. Come ha chiesto il Cristo nel suo Vangelo.

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