P. Horowski presenta una preghiera per la pace inedita di san Francesco

“La scoperta, o piuttosto la riscoperta di questo testo ci fa capire soprattutto l’importanza della liturgia sia per la formazione culturale e teologica di san Francesco, sia per il suo modo di pregare.

La Rivista di Cultura francescana
Foto: Rivista di Cultura francescana
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Inedita è la preghiera di Francesco d’Assisi presentata nel numero di ‘Frate Francesco. Rivista di cultura francescana’ (annata 88 dell’anno 2022, pp. 7-35 – Frate Francesco – rivista · Centro Culturale Aracoeli) da p. Aleksander Horowski, presidente dell’Istituto Storico dei Cappuccini e redattore di ‘Bibliographia Franciscana’ .

Dopo una dettagliata presentazione e prima dell’edizione del testo originale in latino, seguito dalla traduzione in italiano il ricercatore scrive: “Alla luce di questi elementi unitamente ai risultati delle fonti e del lessico dell’Oratio, possiamo considerare questa preghiera – fino alla prova contraria – come un testo di Francesco sufficientemente avvalorato”.

P. Aleksander Horowski ha sottolineto l’importanza della scoperta, soprattutto in questo periodo: “La scoperta, dopo tanti secoli, di un componimento inedito di san Francesco d’Assisi è una notizia importante dal punto di vista religioso e storico. Ma è anche emozionante perché di colpo siamo raggiunti dalla voce di Francesco che parla a noi di ‘pace’. Cosa ancora più preziosa oggi considerando il momento storico e gli sforzi che il papa, che porta il nome del santo, sta facendo per risparmiare al mondo un conflitto planetario e forse atomico”.

A lui abbiamo chiesto di spiegarci il valore di tale ‘scoperta’: “La scoperta, o piuttosto la riscoperta di questo testo (perché è stato individuato già nel 1974 e poi relegato tra gli scritti di dubbia paternità, senza essere stato pubblicato), ci fa capire soprattutto l’importanza della liturgia sia per la formazione culturale e teologica di san Francesco, sia per il suo modo di pregare. Per il santo assisiate, infatti, i testi liturgici (le antifone del breviario, le letture bibliche presenti nel Messale, le sequenze e gli inni) sono una fonte di ispirazione per comporre una preghiera personale e anche per pregare insieme con gli altri. Lo stesso fenomeno si osserva, per esempio, nell’Officio della Passione che Francesco compilò per la prima fraternità e che anche santa Chiara d’Assisi recitava ogni giorno, imparandolo a memoria”.

Come è avvenuta la scoperta di tale testo?

“Stavo revisionando l’edizione latina del Testamento e della Benedizione di santa Chiara che si trovano, tra l’altro, nel codice L.1258 dell’Archivio Storico Nazionale di Madrid. Per questo motivo ho voluto vedere quali sono gli altri testi trasmessi da questo manoscritto e così mi sono reso conto di questa preghiera che il copista attribuisce appunto a san Francesco, scrivendo: ‘Oratio composita a beato Francisco’. Incuriosito, ho verificato che, dopo Kajetan Esser che nel 1976 dedicò alla valutazione dell’autenticità del testo una mezza pagina d’introduzione, nessun altro si è occupato più del problema. Ne ho fatto quindi la trascrizione scoprendo, a sorpresa, tantissime somiglianze stilistiche, lessicali e concettuali con altri scritti autentici di san Francesco”.

Quali sono i temi centrali di questa preghiera?

“La preghiera si concentra sul mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio: Egli, come dice san Francesco, ‘più di tutti ci dimostrò la misericordia, quando assunse la nostra natura nel suo santissimo tempio, sacratissimo ventre della Vergine’. Per l’Assisiate, Dio è degno di lode sia nella sua gloria eterna, come ‘grande Re sopra tutti gli dei’, sia nell’opera della nostra salvezza, come ‘Redentore e Salvatore, Consigliere e nostro ammirabile Legislatore’. Le citazioni e gli echi, disseminati lungo tutto il testo provengono dalla liturgia del Natale, tranne l’inizio che è stato attinto da un’antifona per la festa di Ognissanti”.

Per quale motivo san Francesco ha scritto tale preghiera?

“Non possediamo alcuna testimonianza esterna relativa a questa preghiera. Infatti, nessuna delle fonti biografiche o agiografiche ci dà notizie sulle circostanze nelle quali è nato il testo. Ci rimane solo l’analisi del suo contenuto. Possiamo dire che, come in una delle lettere nella quale Francesco invita i destinatari alla venerazione dell’Eucaristia, anche qui egli condivide la sua esperienza con gli altri: amando Cristo incarnato, l’Assisiate invita gli uomini, i santi, gli angeli e tutte le creature a lodarlo e a benedirlo”.

Perché per san Francesco occorre lodare bene il Signore?

“In questa preghiera per ben due volte Francesco usa quest’espressione: la prima volta, rivolgendosi agli uomini (‘Figli degli uomini, lodate bene il Signore della gloria sopra tutte le cose, magnificatelo e molto esaltate!’); la seconda, riferendosi a tutte le creature, ovvero sia agli angeli che agli esseri privi di ragione, come nella Lauda delle creature (‘Quindi, tutte quante le creature, con ogni sforzo adorate bene e magnificate il Dio del cielo dell’altissima maestà!’). Nel primo caso si potrebbe forse trattare di un invito a non cadere nella routine, ma con tutto il cuore; nel secondo caso credo che egli abbia voluto indicarci la necessità di lodare il Creatore non solo a parole, ma soprattutto con la nostra esistenza e con le nostre azioni od opere. Infatti, gli animali o i corpi celesti non possono lodare Dio con le parole, ma lo fanno svolgendo il compito assegnato loro dal Creatore”.

Ecco il testo: “Voi, o figli degli uomini, lodate bene il Signore della gloria sopra tutte le cose, magnificatelo e molto esaltate! E glorificatelo nei secoli dei secoli, affinché sia ogni onore e gloria nelle altezze a Dio, creatore onnipotente, e sulla terra sia pace agli uomini di buona volontà! Assai magnifico è questo Re pacifico, al di sopra di tutti i re dell’universo intero, Signore Dio, nostro Creatore, Redentore e Salvatore, Consigliere e nostro ammirabile Legislatore!”

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