Padre Davide Oldani, il "parroco santo" di Scifelli

Missionario redentorista, si spense a soli 62 anni dedicando l'intera vita agli altri

Padre Davide Oldani CSSR
Foto: CSSR
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Il 20 gennaio 1982 si spegnava padre Davide Oldani, definito da chi ha avuto il dono di conoscerlo il parroco santo di Scifelli.

Redentorista, maestro dei novizi della Congregazione Alfonsiana, ma più di tutto uomo di grande fede ed intensa vita di preghiera, il religioso terminava a soli 62 anni il cammino della propria esistenza.

Le ore che hanno preceduto la scomparsa ne hanno testimoniato la fede, ma di più quell'abbandono fiducioso nella mani del Padre, dono e premio per coloro che amano Dio. Munito della Benedizione Papale, si è spento lasciando il rimpianto in chi era stato suo amico, ma di più suo beneficiato.

Davide Oldani era nato a Magenta, in Provincia di Milano, il 16 dicembre 1919, quarto di una famiglia numerosa.

Fin da piccolo, assecondando il desiderio per la vita missionaria, lasciato il Seminario diocesano, entra nell'Educandato dei Padri Redentoristi di Bussolengo.

Studente, novizio, professo temporaneo, terminato l'iter formativo il 31 ottobre 1943 viene ordinato sacerdote da Mons. Giuseppe Franciolini a Cortona.

Da qui il suo itinerario religioso è breve: dopo un corso di spiritualità presso l'Università Angelicum di Roma, dal 1951 al 1952 è destinato a Marzocca (Ancona) come Maestro dei novizi ed infine a Scifelli, dove si spenderà fino alla morte.

In tale sede continuò a ricoprire lo stesso ruolo di formatore dei giovani affidati alla sua tutela. Diresse molte anime e formò un buon numero di Missionari Redentoristi che ancora lo ricordano con ammirazione ma di più con autentico affetto.

Come formatore alla vita religiosa, fu un uomo buono, mite, paziente. Vero figlio di Sant'Alfonso, testimonio la coerenza della vita, con la serenità della consacrazione religiosa.

Dal 1961 fino al 1982, fu parroco della Parrocchia dedicata alla Madonna del Buon Consiglio di Scifelli di Veroli (Frosinone).

Nel corso del suo apostolato fu vicino ai piccoli ed ai malati. Tutti, in quella località, conoscevano il suo buon cuore e  ma di più la sua disponibilità.

Presente a se stesso, fino al termine dei suoi giorni, volle ricevere nella sua parrocchia l'Unzione degli infermi per testimoniare ai fedeli la vicinanza di Cristo, presente in quel sacramento, anche nelle ore  più buie e del dolore. Era il 17 gennaio 1982.

Fu presente al suo servizio fino alla fine: ministero sacro, predicazioni, confessioni e visite ai poveri ed ai malati, rimasero le sue incombenze primarie, anche quando i medici gli consigliarono il riposo.

La sua fede, aperta, sincera e forte non lo colse impreparato difronte alla morte che accolse, salutando le persone, con il semplice invito a rivedersi in Paradiso. Incoraggiò al bene e volle essere strumento di amore tra i fratelli.

Nell'omelia, della celebrazione delle esequie di padre Oldani, il celebrante Mons. Angelo Cella, vescovo della Diocesi, ne elogiò l'esistenza e l'esemplarità della condotta, fatta coerenza con la laboriosa attività intrapresa, in favore delle persone che si rivolgevano al suo cuore di pastore.

Uomo di preghiera e di meditazione, portò questa in tutto ciò che faceva, inserendovi l'amore di Cristo e la tenerezza della Madonna di cui era, particolarmente, devoto.

Il suo ricordo rimase vivo nelle persone che lo conobbero, tanto da esser ricordato, anche su  alcuni quotidiani.

Uomo buono la sua testimonianza merita di essere annoverata tra coloro che, veri Redentoristi, hanno testimoniato, con l'esistenza, l'amore a quel Regno, predicato dal Cristo ed accolto con generosità, nella loro esistenza. E padre Oldani fu tra questi. E' sepolto nel cimitero di Veroli.

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