Padre Giampietro Secchi, un brillante archeologo gesuita

La proclamazione della Repubblica Romana
Foto: Wikipedia
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La storia della Compagnia di Gesù è stata piena di uomini che hanno trasformato la vita della società con il loro esempio e loro passione per la cultura. Fra questi si ricordano, Pietro Favre, Felice Cappello, J. P. De Caussade, Angelo Secchi.

In merito a quest'ultimo, però, è opportuno ricordare che ci fu anche un altro Secchi, che indossò la veste della Compagnia di Gesù, dedicando la sua vita alla fede ed allo studio: padre Giampietro Secchi.

Nacque nel 1798 a Sabbione, un piccolo paese dell'entroterra emiliano, in provincia di Reggio Emilia, da Giacomo Antonio e Luigia Belgieri. Figlio di una famiglia numerosa da questa potè apprendere l'amore al lavoro ed una forte fede.

Seguire il regolare corso di studi di Giampietro Secchi è alquanto difficile poiché a quell'epoca non esistevano né registri specifici che contenessero tali dati, né tanto meno altre strutture che raccogliessero tali informazioni primarie. La scuola dell'obbligo era ancora lontana a venire.

Dalle poche fonti rimaste sappiamo che il giovane Giampietro dev'essere stato un ragazzo amante dello studio e con un'accentuata fede religiosa. E con tali presupposti, il 21 ottobre 1816, entrerà nella Compagnia di Gesù. Giampietro Secchi ha 18 anni. Questa è l'età in cui, generalmente, un uomo dà l'indirizzo fondamentale alla propria esistenza e questo ragazzo, con tale scelta, indica che il suo desiderio è crescere spiritualmente seguendo il Cristo nella spiritualità ignaziana.

Più grande del fratello Angelo, quest'ultimo ne seguirà l'esempio nella stessa istituzione religiosa.

Tra i gesuiti, all'epoca, era in vigore la ratio studiorum, che, voluta dal fondatore, fissava con determinazione gli studi che il gesuita doveva compiere. A ben prendere visione della stessa, questa comprendeva anche le materie scientifiche, tra cui la fisica, la matematica e le scienze, trattate con il rigore e la passione di chi vede in tali affermazioni culturali un servizio alla comunità dei fedeli.

Padre Giampietro Secchi orientò la sua attenzione verso lo studio delle fonti storiche e nel campo della esegesi. Apprezzato archeologo, si occupò di epigrafia greca e di studi inerenti le lingue antiche. Tra i suoi allievi brillò il nome di Giovanni Battista De Rossi, archeologo, famoso per i suoi scavi nella Roma antica.

Professore all'Istituto Archeologico Germanico e membro di differenti Accademie culturali, padre Secchi approfondì, con originalità, la pagina culturale dello Stato Pontificio. Storicamente, siamo alla vigilia del 1848 e l'Europa sta vivendo i moti rivoluzionari che hanno impresso una nuova pagina, politica e sociale, a questo continente.

Questa situazione trovò una sua espressione, a Roma, nella Repubblica Romana (1849). Guidata da Mazzini, Saffi ed Armellini, essa voleva introdurre alcune innovazioni, richiamandosi alla Prima Repubblica romana. Ma invano. Tale breve parentesi concretizzò un doloroso intermezzo, nella pagina dello Stato Pontificio. Così, nel 1849, a causa del mutato clima politico, padre Giampietro Secchi venne arrestato e per alcuni mesi, incarcerato. Rilasciato, morì nella Città eterna, nel 1856, vicino ai suoi confratelli.

I padre gesuiti Giampietro ed Angelo Secchi, seppur in ambiti differenti, hanno dimostrato come anche lo studio e la cultura possono essere posti al servizio della fede, per il bene della società. Questo lo avevano appreso da Ignazio di Loyola, il quale ha segnato il corso della sua epoca, pensando alla dimensione culturale come via privilegiata per portare il messaggio cristiano nella società.

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