Papa Francesco agli svantaggiati: “Gesù è stato come voi” E chiede di pregare per i ricchi

Papa Francesco incontra i malati e disabili in Aula Paolo VI
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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“La Chiesa ha voluto condividere la vostra condizione, e si è fatto, per amore, uno di voi, disprezzato dagli uomini, dimenticato, uno che non conta nulla”. Così Papa Francesco si rivolge ai 200 ammalati e disabili arrivati con il Cardinal Philippe Barbarin, vescovo di Lione. Non c’è udienza generale, ma Papa Francesco ha voluto comunque ritagliarsi questo appuntamento, con un gruppo del Movimento Quarto Mondo, nato dall’impegno e dall’ispirazione di padre Joseph Wresinski, che Papa Francesco cita nel suo discorso. Che si conclude con una missione: di pregare anche per i colpevoli della loro povertà.

Chi era padre Joseph Wresinski? Francese di origini polacche, era nato nel 1917 in condizioni di estrema povertà. Ordinato sacerdote nel 1946, per dieci anni fu curato di una parrocchia. Nel 1956, il suo vescovo gli propone di raggiungere un campo di senza tetto, a Noisy-le -Grand (nella regione parigina). Da qual momento, padre Wresinski lotterà con tutte le sue forze per far conoscere alla società e ai più alti vertici delle istituzioni questo popolo di dimenticati in cerca di dignità, oltre che pieni di bisogni materiali. A Noisy le Grand, vennero creati un giardino per bambini, una biblioteca, una cappella, un atelier per giovani ed adulti, una lavanderia, un salone di bellezza. Nacque da questa prima esperienza il Mouvement ATD Quart Monde (Movimento ATD Quarto Mondo).

 È un appuntamento molto sentito, per i 200 ammalati e disabili. Una canzone è persino mimata per quanti non possono parlare, e i canti scelti sembrano canti della tradizione popolare francese, incentrati sul tema della misericordia e della presenza di Gesù in mezzo ai poveri. Le testimonianze parlano di miseria, di popoli dimenticati, di povertà. Chiedono al Papa di richiamare la Chiesa ad aprire le porte ai poveri.

Per Papa Francesco, la presenza di questi 200 disabili e malati e dei loro accompagnatori “è una bella testimonianza di fraternità evangelica”. Ricorda che Gesù si è fatto come loro, che anche Gesù ha provato le stesse cose che provano loro, e che loro sono “nel cuore della Chiesa, perché Gesù, nella sua vita, ha sempre dato la priorità a persone che erano come voi, che vivevano in situazioni simili”.

Insomma, conclude il Papa, “la Chiesa, che ama e preferisce quello che Gesù ha amato e preferito, non può stare tranquilla finché non ha raggiunto tuti coloro che sperimentano il rifiuto, l’esclusione e che non contano più”.

I poveri, i malati, gli svantaggiati sono “nel cuore della Chiesa” e “permettono di incontrare Gesù”. Il Papa apprezza lo sforzo degli accompagnatori, perché è la vita condivisa con i poveri che ci trasforma e ci converte”.

Papa Francesco associa la situazione degli svantaggiati a quella della Sacra Famiglia. "Mi viene in mente - dice -  cosa pensava la gente quando ha visto maria Giuseppe e Gesù per le strade fuggendo in Egitto. Loro erano poveri, loro erano tribolati dalla persecuzione, ma li' c era Dio

Il Papa ringrazia ancora gli accompagnatori, e sottolinea il Papa: “non solo voi andate incontro a loro – anche incontro a chi ha vergogna e si nasconde – non solo camminate con loro, sforzandovi di comprendere la loro sofferenza, di entrare nella loro disperazione”. Ma “suscitate loro intorno una comunità, restituendo loro un’esistenza, un’identità, una dignità”.

Il Papa chiede ai fratelli di “conservare il coraggio e, proprio in mezzo alle vostre angosce, di conservare la gioia della speranza”. E rincuora il Papa: “Siate certi che la prova e la sofferenza non dureranno sempre, perché noi crediamo in un Dio che ripara tutte le ingiustizie, che consola tutte le pene, e che sa ricompensare quanti hanno fiducia in lui”.

Quindi, il Papa sottolinea che "i tesori della Chiesa sono i poveri, dice il diacono Romano San Lorenzo", e per questo il Papa affida loro "una missione che soltanto voi della vostra povertà sarete capaci di portare a termine".

"Mi spiego: Gesù alcune volte è stato molto severo e ha rimproverato severamente a persone che non accolgono il messaggio del Padre. E così come lui ha detto quella parola ‘Beati i poveri, gli affamati, coloro che piangono, coloro che sono odiati e perseguitati’, ne ha detta un’altra, che detta da lui fa paura. Ha detto: ‘Guai’. E lo ha detto ai ricchi, ai saggi, a coloro che ora ridono, a quelli cui piace essere adorati, agli ipocriti. Vi do la missione di pregare per loro, perché il Signore cambi i loro cuori. Vi chiedo di pregare per i colpevoli della vostra povertà perché si convertano".

Prosegue Papa Francesco: "Pregate per tanti ricchi che vestono di porpora il viso e fanno festa con i grandi banchetti senza accorgersi che alla loro porta ci sono tanti lazzari bramosi di sfamarsi degli avanzi della loro mensa. Pregate anche per i sacerdoti, per i leviti, che vedendo nel loro percorso un mezzo morto, passano oltre guardando dall’altra parte perché non hanno compassione. A tutte queste persone, e anche ad altre che sono legate male con la vostra povertà e con tanti dolori, sorridete dal cuore, desiderate il loro bene e chiedete a Gesù che si convertano. Io vi assicuro che se voi fate questo, ci sarà grande gioia nella Chiesa, nel vostro cuore e anche nell’amata Francia".

 

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