Papa Francesco: "Dio ha racchiuso tutti nello stesso mistero della misericordia"

Papa Francesco , Udienza del Mercoledi
Foto: Marco Mancini, ACI Stampa
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"Credersi migliore di altri, ma guarda tu il tuo peccato, questa è la linea di salvezza, il rapporto tra il tuo peccato e il Signore". Con queste parole Papa Francesco ha commentato il Vangelo di Luca all'Udienza Generale del Mercoledi, in una giornata di sole, limpidissima, in Piazza San Pietro.

"Oggi vogliamo soffermarci su un aspetto della misericordia ben rappresentato dal Vangelo di Luca, si tratta di un fatto accaduto a Gesù, mentre si trovava seduto a pranzo da Simone il fariseo, si avvicina a lui una donna conosciuta come peccatrice e scoppia in pianto ai piedi di Gesù..." dice Papa Francesco.

Il Pontefice risalta il confronto tra le due figure, quella di Simone e quella della donna peccatrice: "Il primo giudica gli altri in base alle apparenze, la seconda esprime con sincerità e con i suoi gesti il suo cuore".

Papa Francesco aggiunge alcuni dettagli riguardo al comportamento di Simone nel Vangelo: "Simone il fariseo non si lascia contaminare da Gesù, anche se lo pensa un profeta, vuole tenerlo lontano per non essere macchiato".

Riguardo alla figura di Gesù il Papa dice: "Gesù si schiera con la donna peccatrice, libero da pregiudizi, Lui, il Santo di Dio si lascia toccare da lei senza temere di essere contaminato.
Gesù è libero, anzi entrando in relazione con la peccatrice , toglie lei dall'isolamento e le dice i tuoi peccati sono perdonati, il Signore ha visto la sincerità della sua fede e della sua conversione. Dunque da una parte l'ipocrisia del dottore della legge, dall'altra la sincerità, l'umiltà e la fede della donna."

"La donna peccatrice - osserva ancora Papa Bergoglio - ci insegna il legame tra fede, amore e riconoscenza. Dio ha racchiuso tutti nello stesso mistero della misericordia, come ricorda San Paolo , in Cristo mediante il suo sangue abbiamo la redenzione e il perdono delle colpe".

"In questo Vangelo - conclude Francesco - il termine grazia è sinonimo di misericordia. Siamo riconoscenti per il dono della fede, lasciamo che l'amore di Cristo si riversi su di noi, di questo amore ognuno si può nutrire e alimentare".

Nel suo saluto finale il Papa rivolge il suo pensiero anche alle vittime del terremoto dell'Ecuador, ma soprattutto ai soccorritori che "hanno recato sollievo".

Prima dell'Udienza Generale il Papa ha anche ricevuto gli Atleti della Federazione Austriaca di Sci e si è rivolto a loro con queste parole: "Quando penso all’Austria con le sue montagne alpine, mi viene in mente anche lo sport invernale. Lo sci ha una grande importanza e tradizione nel vostro Paese, e tutta la popolazione è in grande fermento quando voi sostenete delle gare avvincenti. Voi siete modelli soprattutto per molti giovani".

Nel suo discorso il Papa parla agli atleti come di "figure di integrazione, non solo per le prestazioni sportive, ma per le virtù e ivalori rappresentati dallo sport: impegno, perseveranza,determinazione, correttezza, solidarietà, spirito di squadra. Con il vostro esempio contribuite alla formazione della società".

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