Papa Francesco: “Dio non guarda ai risultati, ma alla generosità con cui lo serviamo”

Angelus dalla finestra dello studio su piazza San Pietro. Il Papa delinea un Dio che chiama ad uscire dai confini e sottolinea che chi ragiona con logica umana si trova ultimo

Papa Francesco durante una preghiera dell'Angelus
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Il ritratto di Dio che ci viene dal Vangelo del giorno è quello di un Dio generoso, che ci chiama e ci ricompensa, senza guardare al tempo o ai risultati che mettiamo in campo per lui, ma alla generosità e alla disponibilità con la quale lo serviamo. Papa Francesco tratteggia questo “Dio generoso” in un breve commento, affacciato alla finestra dello studio del Palazzo Apostolico come ogni domenica. E dopo l'Angelus, Papa Francesco si rivolge ai fedeli ungheresi (era il periodo del Congresso Eucaristico Internazionale, rinviato all'anno prossimo) e ricorda la giornata dell'Università Cattolica. 

Sembrano lontani i tempi in cui il Papa recitava la preghiera dell’Angelus dalla sua biblioteca e poi si affacciava in piazza. In una giornata assolata con qualche spruzzata di nuvole, piazza Sana Pietro si è tornata a riempire di persone che partecipano all’Angelus, sebbene distanziate per ovvie ragioni di sicurezza post-pandemia.

Il Vangelo del giorno è quello del padrone della vigna, che ricompensa allo stesso modo al termine della giornata sia i lavoratori che aveva chiamato all’inizio della giornata e con cui aveva pattuito una ricompensa, sia gli ultimi.

Papa Francesco delinea due tratti del Vangelo, la chiamata e la ricompensa. Ricorda che il padrone di una vigna esce per cinque volte e chiama a lavorare per lui. Una immagine “toccante”, secondo Papa Francesco, perché “quel padrone rappresenta Dio che chiama tutti e chiama sempre” e lo fa anche oggi, continuando a “chiamare chiunque, a qualsiasi ora, per invitare a lavorare nel suo Regno”, non sta “rinchiuso nel suo mondo... Dio è sempre in uscita, cercando noi! Esce continuamente alla ricerca delle persone, perché vuole che nessuno sia escluso dal suo disegno di amore”. 

Lo stesso – dice Papa Francesco – sono chiamate a fare “le nostre comunità”, per uscire dai “confini che ci possono essere per offrire a tutti la parola di salvezza che Gesù è venuto a portare”.

Significa, rimarca, “aprirsi ad orizzonti di vita che offrano speranza a quanti stazionano nelle periferie esistenziali e non hanno ancora sperimentato, o smarrito, la forza della luce dell’incontro con Cristo”.

Aggiunge il Papa a braccio: "La Chiesa deve essere come Dio, sempre in uscita. Quando la Chiesa non è in uscita si ammala, dei tanti mali che abbiamo nella Chiesa. E perché queste malattie nella Chiesa? Perché non è in uscita. È vero che quando uno esce c'è il pericolo di un incidente. Ma è meglio una Chiesa incidentata per uscire, annunciare il Vangelo, che una Chiesa ammalata da chiusura. Dio esce sempre, perché è Padre, perché ama! La Chiesa deve fare lo stesso: sempre in uscita". 

Quindi, viene la ricompensa. Il padrone pattuisce un compenso di un denaro con i primi assunti, mentre agli altri dice semplicemente che darà loro quanto è giusto. Quando alla fine della giornata decide di dare a tutti la stessa paga, i lavoratori del mattino sono indignati, ma il padrone insiste di voler dare il massimo della ricompensa a tutti. "Sempre Dio paga il massimo", chiosa Papa Francesco

E spiega: “si capisce che Gesù non sta parlando del lavoro e del giusto salario, ma del Regno di Dio e della bontà del Padre celeste”. Papa Francesco spiega che “Dio si comporta così: non guarda al tempo e ai risultati, ma alla disponibilità e alla generosità con cui ci mettiamo al suo servizio”.

Questo rende il suo agire “più che giusto”, perché “va oltre la Giustizia e si manifesta nella Grazia”, perché "Tutto è grazia: la nostra salvezza è grazia, la nostra santità è grazie". Quini Gesù, donandoci la grazia, ci dà “anche più di quello meritiamo”. Per quello “chi ragiona con la logica umana, cioè quella dei meriti acquistati con la propria bravura, da primo si trova ultimo”, mentre “chi si affida con umiltà alla misericordia del Padre, da ultimo si trova primo

Il Papa sottolinea che "il primo canonizzato della Chiesa è stato il Buon Ladrone" che ha "rubato il cielo nell'ultimo momento della vita".

Dopo l'Angelus, Papa Francesco ricorda che secondo i programmi fatti prima della pandemia, nei giorni scorsi avrebbe dovuto svolgersi il Congresso Eucaristico Internazionale a Budapest. Per questo, desidero rivolgere il mio saluto ai pastori e ai fedeli dell’Ungheria e a tutti coloro che aspettavano con fede e con gioia questo evento ecclesiale. Il Congresso è stato rinviato all’anno prossimo, dal 5 al 12 settembre, sempre a Budapest. Proseguiamo il cammino di preparazione, trovando nell’Eucarestia la fonte della vita". 

Quindi, Papa Francesco ricorda la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore - cui il Cardinale Parolin ha inviato un messaggio stamattina, incoraggiando "a sostenere questa importante istituzione culturale per un progetto che ha saputo aprire la porta del futuro a molte generazioni di giovani". "È importante - afferma - che le nuove generazioni siano formate alla cura della dignità umana e della casa comune".

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