Papa Francesco, fede coraggio e speranza per affrontare i tempi difficili

La telefonata del Papa al Pellegrinaggio Macerata Loreto che si è svolto solo nella Santa Casa

La preghiera nella Santa Casa
Foto: www.pellegrinaggio.org
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“Vi sono vicino in questo pellegrinaggio virtuale – ha assicurato il Papa – Quelli che ci attendono non saranno tempi facili, ma con la fede, il coraggio e la speranza andremo avanti. Chiedete alla Madonna questo coraggio. Che il Signore vi benedica e Maria vi custodisca”. Poi, l’invito a pregare per lui e una battuta per congedarsi da monsignor Vecerrica, che ad ogni telefonata del pontefice parla sempre dei “Pellegrini di Papa Francesco”: “non del Papa, ma della Madonna”.

"Cari pellegrini virtuali,- ha detto il Papa- cari ragazzi e ragazze, uomini, donne, tutti voi che siete in questo momento fuori del Santuario della Madonna di Loreto, la Madre della speranza, la Madre che aiuta a guardare oltre, in questi momenti tanto difficili: abbiamo bisogno di guardare oltre con speranza. Vi sono vicino in questo pellegrinaggio virtuale e prego con voi e per voi e voi pregate per me. Abbiate coraggio! I tempi che si avvicinano, dopo questa pandemia, non saranno facili, ma col coraggio, la fede, la speranza potremo andare avanti. Coraggio! Chiedete alla Madonna questo coraggio oggi. Io sono con voi pregando".

Così Papa Francesco ha salutato come è ormai consuetudine il Pellegrinaggio Macerata – Loreto. Una edizione sui generis, dettata dalla pandemia, e che ha avuto come palcoscenico non le campagne maceratesi ma la limpida architettura del catino del Bramante e l’interno solenne della Santa Casa.

Neanche una cinquantina di persone in tutto, a recitare il rosario, cantare e leggere alcune delle migliaia di intenzioni di preghiera giunte a Loreto da Bari come da Pechino, dal paesino del Veneto e da New York. La telefonata del Papa è arrivata poco dopo che il piccolo corteo del Pellegrinaggio era giunto sul sagrato della chiesa, entrando dall’arco vicino alla statua di papa Giovanni XXIII: i due vescovi, Vecerrica e Dal Cin, il rettore della Basilica, il sindaco della città, un disabile in carrozzina uno di quelli che durante la notte aprono il cammino, due studenti con i cesti delle intenzioni di preghiera e il tedoforo con la fiaccola, benedetta poche ore prima a Macerata da monsignor Nazzareno Marconi. Il vescovo, nel corso della breve cerimonia nella basilica della Misericordia, aveva parlato di “un Pellegrinaggio del cuore che possono fare tutti, in tutte le parti del mondo, un Pellegrinaggio del cuore che parte da qui, cuore a cuore con la Madonna, e arriva fino a Loreto”.

In Basilica il pellegrinaggio entra attraverso la Porta santa del Giubileo. Fra una decina e l’altra, le parole di Francesco e le suppliche, i ringraziamenti, le invocazioni di una umanità sofferente e fiduciosa: persone che hanno perso i loro cari per la pandemia, famiglie che soffrono, disoccupati, medici in prima linea, gente che è miracolosamente scampata ad un pericolo. Dopo l’adorazione eucaristica, in otto, vescovi in testa, sono al cospetto della Madonna nera e i due studenti consegnano ai piedi di Maria le tantissime intenzioni di preghiera arrivate nella sede di piazza Strambi.

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