Papa Francesco: "Gesù soffre ancora nel mondo"

Papa Francesco alla finestra dell'arcivescovado di Cracovia
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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È la giornata della riflessione e del dolore per Papa Francesco, e la ripercorre brevemente salutando i fedeli riuniti in piazza dell’arcivescovado, affacciandosi per la terza e ultima volta in questo viaggio dal balcone di Giovanni Paolo II. “Gesù non era sofferente solo 2000 anni fa. Soffre anche oggi. Preghiamo per tutti i Gesù del mondo”, esorta Papa Francesco.

Esordisce il Papa dal balcone: “Abbiamo finito la giornata con la recita della Via Crucis. Abbiamo pregato la Via Crucis, siamo stati vicino a Gesù sofferente”. Ma – aggiunge – “Gesù non era sofferente solo 2000 anni fa. È sofferente anche oggi. C’è tanta gente che soffre, ammalati, senza tetto, affamati, quelli che sono dubbiosi nella vita, che non sentono la felicità della salvezza, o che si sentono con il peso del proprio peccato”.

Poi, il Papa ricorda la visita all’ospedale pediatrico di Prokocim. “Anche lì Gesù soffre – dice – e ci sono tanti bambini… e sempre mi viene quella domanda: perché soffrono i bambini? Non ci sono risposte per queste domande”.

Quindi, Papa Francesco racconta il viaggio a Birkenau e Auschwitz per “ricordare i dolori di 70 anni fa”. Esclama il Papa: “Quanto dolore! Quanta crudeltà! Ma è possibile che noi uomini, creati a somiglianza di Dio, facciamo tutto questo?”

Poi prosegue: “Non vorrei amareggiarvi, ma devo dire la verità. La crudeltà non è finita in Auschwitz e Birkenau. Anche oggi tanti prigionieri sono torturati subito, per farli parlare… oggi ci sono uomini e donne nelle carceri sovraffollate… oggi c’è questa crudeltà”.

Insomma, “noi diciamo che abbiamo visto la crudeltà di 70 anni fa, oggi in tanti posti del mondo, dove c’è guerra succede lo stesso”. Ma Gesù “prende tutto sulle sue spalle” e chiede di pregare.

Esorta il Papa: “Preghiamo per tutti i Gesù che sono nel mondo: gli affamati, gli assetati, i dubbiosi, quelli che sono da soli, che sentono il peso di tanti dubbi e tante colpe. Preghiamo per tanti ammalati bambini innocenti, i quali portano la croce da bambini. E preghiamo per tanti uomini e donne che oggi sono torturati in tanti Paesi del mondo. Per i carcerati che sono tutti ammucchiati lì come se fossero animali”.

E conclude: “E’ anche vero che Gesù ha portato su di lui tutte queste cose, anche il nostro peccato. Tutti qui siamo peccatori, tutti abbiamo il peso dei nostri peccati. Tutti siamo peccatori, ma lui ci ama”.

 

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