Papa Francesco: “Giovanni Paolo II, un grande della misericordia”

In occasione del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, Papa Francesco invia un messaggio ai giovani della arcidiocesi di Cracovia

Papa Francesco nel videomessaggio indirizzato ai giovani dell'arcidiocesi di Cracovia
Foto: Vatican Media
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Come Giovanni Paolo II ha superato le difficoltà della vita basandosi sulla potenza di Cristo morto e risorto, così i giovani sono chiamati, alla scuola del Papa polacco, di “entrare in Cristo con tutta la vostra vita”: lo dice Papa Francesco in un videomessaggio specialmente indirizzato ai giovani dell’arcidiocesi di Cracovia in occasione del centenario della nascita.

Centenario che lo stesso Papa Francesco ha celebrato iscrivendo nel Calendario Romano Generale Santa Faustina Kowalska, apostola della Misericordia, cui Giovanni Paolo II era molto devoto e che lo stesso Papa polacco canonizzò venti anni fa.

Rivolgendosi ai giovani, in un ponte ideale con la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia del 2016, Papa Francesco sottolinea che Giovanni Paolo II è stato “un dono straordinario di Dio alla Chiesa di Polonia”, e il suo “pellegrinaggio terreno è stato segnato dalla passione per la vita e dal fascino per il mistero di Dio, del mondo e dell’uomo”.

Papa Francesco ricorda il suo predecessore come “un grande della misericordia”, cita a tal proposito la canonizzazione di suor Faustina e l’istituzione della domenica della Divina Misericordia, ma anche l’enciclica Dives in Misericordia, ricorda che “alla luce dell’amore misericordioso di Dio Lui coglieva la specificità e la bellezza della vocazione delle donne e degli uomini, capiva le necessità dei bambini, dei giovani e degli adulti, considerando anche i condizionamenti culturali e sociali”.

Ma Giovanni Paolo II aveva anche il tratto – dice Papa Francesco – di amare e curare la sua famiglia. Tanto che “il suo insegnamento rappresenta un sicuro punto di riferimento per trovare soluzioni concrete alle difficoltà e alle sfide che le famiglie devono affrontare ai nostri giorni”.

Papa Francesco ricorda che “i problemi personali e familiari non sono un ostacolo sulla via della santità e della felicità”, racconta che lo stesso Giovanni Paolo II perse madre, fratello e padre e dovette vivere nelle atrocità del nazismo da studente e quelle del comunismo ateo da sacerdote e vescovo.

Ma “le difficoltà, anche dure, sono una prova della maturità e della fede; prova che si supera solo basandosi sulla potenza di Cristo morto e risorto”, e questo il Papa polacco lo ha ricordato nella sua prima enciclica, Redemptor Hominis.

Da qui, l’augurio del Papa ai giovani di “entrare in Cristo con tutta la vostra vita”, magari ispirati da Giovanni Paolo II a “camminare coraggiosamente con Gesù, perché “il Signore, come a Pentecoste, vuole realizzare uno dei più grandi miracoli che possiamo sperimentare: far sì che le tue mani, le mie mani, le nostre mani si trasformino in segni di riconciliazione, di comunione, di creazione”.

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