Papa Francesco: “Imitiamo i Magi. Essi non discutono, ma camminano verso il Signore"

Papa Francesco celebra la Messa dell'Epifania del Signore
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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È il Giorno dell’Epifania del Signore, il giorno dell'annuncio del calendario liturgico, proclamazione della Pasqua, che quest'anno cade il 21 aprile. Papa Francesco celebra la Messa nella Basilica Vaticana e nella sua omelia racconta della “sorpresa” della manifestazione di Dio. Perché oggi, in primis ai Magi, si svela “la bellissima realtà di Dio venuto per tutti: ogni nazione, lingua e popolazione è da Lui accolta e amata”.

La sorpresa più grande? “Dio non sale alla ribalta del mondo per manifestarsi – commenta Papa Francesco - sarebbe stato meglio se la stella di Gesù fosse apparsa a Roma sul colle Palatino, dal quale Augusto regnava sul mondo; tutto l’impero sarebbe diventato subito cristiano. Oppure, se avesse illuminato il palazzo di Erode, questi avrebbe potuto fare del bene, anziché del male. Ma la luce di Dio non va da chi splende di luce propria”.

“Dio si propone, non si impone – ribadisce il Papa - illumina, ma non abbaglia. È sempre grande la tentazione di confondere la luce di Dio con le luci del mondo”.

Il Pontefice è chiaro nella sua omelia: “La luce gentile del Signore risplende nell’amore umile. Quante volte poi, come Chiesa, abbiamo provato a brillare di luce propria! Ma non siamo noi il sole dell’umanità. Siamo la luna, che, pur con le sue ombre, riflette la luce vera, il Signore”.

“Per indossare l’abito di Dio, che è semplice come la luce, bisogna prima dismettere i vestiti pomposi - confida il Papa - Altrimenti si fa come Erode, che alla luce divina preferiva le luci terrene del successo e del potere. I Magi, invece, realizzano la profezia, si alzano per essere rivestiti di luce. Essi soli vedono la stella in cielo: non gli scribi, non Erode, nessuno a Gerusalemme”.

Per Francesco “non basta sapere dove Gesù è nato, come gli scribi, se non raggiungiamo quel dove. Non basta sapere che Gesù è nato, come Erode, se non lo incontriamo. Quando il suo dove diventa il nostro dove, il suo quando il nostro quando, la sua persona la nostra vita, allora le profezie si compiono in noi. Allora Gesù nasce dentro e diventa Dio vivo per me”.

Conclude infine Papa Francesco la sua omelia nella festa dell’Epifania del Signore: “Oggi siamo invitati a imitare i Magi. Essi non discutono, ma camminano; non rimangono a guardare, ma entrano nella casa di Gesù; non si mettono al centro, ma si prostrano a Lui, che è il centro; non si fissano nei loro piani, ma si dispongono a prendere altre strade”.

 

 

 

 

 

 

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