Papa Francesco: La Chiesa è chiamata a vivere la misericordia e a evangelizzare i poveri

Al termine dell'Angelus il Papa torna a chiedere un cessate il fuoco immediato per assicurare le cure necessarie nelle zone di guerra colpite dalla pandemia

Papa Francesco
Foto: Vatican Media - ACI group
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“La vera saggezza viene dal cuore, se hai il cuore chiuso non sei saggio. I misteri di suo Padre, Gesù li dice rivelati ai piccoli, a quanti cioè si aprono con fiducia alla sua Parola di salvezza, sentono il bisogno di Lui e attendono tutto da Lui. Poi, Gesù spiega che ha ricevuto tutto dal Padre. Lo chiama Padre mio, per affermare l’unicità del suo rapporto con Lui. Infatti, solo tra il Figlio e il Padre c’è totale reciprocità: l’uno conosce l’altro, l’uno vive nell’altro”. Lo ha detto il Papa nell’Angelus domenicale di oggi, recitato dal Palazzo Apostolico.

“Gesù, mite e umile – ha aggiunto Francesco - non è un modello per i rassegnati né semplicemente una vittima, ma è l’Uomo che vive di cuore questa condizione in piena trasparenza all’amore del Padre, cioè allo Spirito Santo. Egli è il modello dei poveri in spirito e di tutti gli altri beati del Vangelo, che compiono la volontà di Dio e testimoniano il suo Regno. Il ristoro che Cristo offre agli affaticati e oppressi non è un sollievo soltanto psicologico o un’elemosina elargita, ma la gioia dei poveri di essere evangelizzati e costruttori della nuova umanità. Questo è il sollievo, la gioia. Una gioia unica”.

“È un messaggio – ha detto ancora il Pontefice - per tutti gli uomini di buona volontà, che Gesù rivolge ancora oggi in un mondo che esalta chi si fa ricco e potente, non importa con quali mezzi, e a volte calpesta la persona umana e la sua dignità. E questo lo vediamo tutti i giorni, i poveri calpestati. Ed è un messaggio per la Chiesa, chiamata a vivere le opere di misericordia e a evangelizzare i poveri, ad essere mite e umile”.

Dopo aver recitato l’Angelus, Francesco ha ricordato la recente risoluzione dell’ONU che “predispone alcune misure per affrontare le devastanti conseguenze del virus Covid-19, particolarmente per le zone già teatro di conflitti. È lodevole la richiesta di un cessate-il-fuoco globale e immediato, che permetterebbe la pace e la sicurezza indispensabili per fornire l’assistenza umanitaria così urgentemente necessaria. Auspico che tale decisione venga attuata effettivamente e tempestivamente per il bene di tante persone che stanno soffrendo. Possa questa Risoluzione del Consiglio di Sicurezza diventare un primo passo coraggioso per un futuro di pace”.

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