Papa Francesco, “la regola della carità è lavorare con chi la riceve”

Il Papa incontra i membri della Fondazione Marcello Candia a 40 anni dalla fondazione. E chiede loro di continuare sulla strada di non essere indispensabili, ma formare

Papa Francesco durante una udienza
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Una regola della carità è quella di lavorare con quanti ricevono il servizio. Un’altra regola, è quella di non farsi indispensabili, ma formare i collaboratori. Un’ultima regola è quella di destinare il massimo possibile alle opere. Papa Francesco riprende queste regole dal mandato che Paolo VI diede a Marcello Candia, l’imprenditore milanese che, da ricco che era, si fece povero tra i poveri in Brasile, dove costruì ospedali e strutture e aiutò la comunità locale.

Candia creò la sua fondazione nel 1982, e morì appena l’anno dopo. Di lui è aperta la causa di beatificazione, e al momento è venerabile. Per il suo quarantennale, la Fondazione è in udienza da Papa Francesco, che ripercorre nell’udienza opere e idee dell’imprenditore milanese nato però a Portici, vicino Napoli, dove la famiglia era per lavoro.

Candia, ricorda Papa Francesco, ricevette il suo mandato da San Paolo VI. Il quale, ricorda Papa Francesco, disse a Candia: “Se fa un ospedale in Brasile, lo faccia brasiliano…”. Significa – chiosa Papa Francesco - “ben inserito nella realtà locale, coinvolgendo la gente del posto… Anche se magari un po’ di stile milanese lo avrà messo!”

E ancora Paolo VI chiedeva di “evitare ogni sorta di paternalismo”, di non imporre le proprie idee, parole difficili per Candia, il quale era “un imprenditore, abituato a decidere in prima persona, perciò doveva imparare a guidare le cose in un altro modo”.

Paolo VI invitò anche a fare “l’ospedale non solo per i brasiliani, ma con i brasiliani”. Per Papa Francesco, “questo è importante, è una regola generale della carità: lavorare con le persone destinatarie del servizio”.

Per Paolo VI, poi, l’obiettivo finale è “di non essere più necessario”, ed è anche questa – dice Papa Francesco – e questo è saggio, "ma nessuno è necessario, la storia dirà poi", e questo è saggio. Come saggio è fare in modo che l'opera vada avanti da solo.  “Non legare a sé le persone e le opere non rendersi indispensabili, ma al contrario formare i collaboratori e assicurare stabilità e continuità”, dice papa Francesco. 

Papa Francesco si congratula infine con i membri della Fondazione, che, infatti, “non gestisce in proprio le opere, ma sostiene le comunità locali e i missionari nelle iniziative con malati, lebbrosi e persone in diverse situazioni di bisogno”, e ha anche “costi di mantenimento minimi, quasi tutto va alle opere in Brasile”.

"Questo è importante, perché ci sono organizzazioni per fare il bene, che hanno una struttura per fare cose che la metà o il 60 per cento vadano a pagare gli stipendi. Il minimo, perché la maggior parte dei soldi vadano alla gente", nota Papa Francesco. 

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