Papa Francesco, la Santa Sede aderirà all'emendamento di Kigali

In un messaggio il Papa conferma la volontà di combattere le sostanze che aumentano il buco dell'ozono

Il Cardinale Parolin legge il testo del Papa
Foto: Vatican Media
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Sono tre gli insegnamenti che Papa Francesco trae dai 35 anni dalla convenzione di Vienna sulla questione del buco dell’ozono.

Il testo della riflessione è in un messaggio del Papa che il cardinale Parolin ha letto oggi ai partecipanti alla XXXI Riunione delle Parti al Protocollo di Montreal, che ha luogo a Roma presso la FAO in questi giorni.

“Innanzitutto- scrive il Papa - è necessario sottolineare e apprezzare come tale accordo sia nato da una cooperazione ampia e fruttuosa tra diversi settori: la comunità scientifica, il mondo politico, gli attori economici e industriali e la società civile”.

“Stiamo di fatto affrontando- scrive il Papa- una sfida "culturale" sia a favore che contro il bene comune. E’ essenziale un dialogo onesto e fecondo in grado di ascoltare bisogni diversi e libero da interessi particolari, insieme a uno spirito di solidarietà e creatività.

Una sfida che non può essere affrontata solo sulla base di una tecnologia come unica soluzione.

Il Papa ricorda l’emendamento del 2016 che vieta le sostanze che incidono sul riscaldamento dell'atmosfera e il cui uso è aumentato come mezzo per sostituire determinate sostanze dannose per lo strato di ozono.

Il Papa annuncia che è intenzione della Santa Sede “aderire all'emendamento di Kigali. Con questo gesto, la Santa Sede desidera continuare a dare il suo sostegno morale a tutti quegli Stati impegnati nella cura della nostra casa comune.”

Terza riflessione, la cura per la nostra casa comune è ancorata alla realizzazione che "tutto è collegato".

E spiega il Papa “viviamo in un momento storico segnato da sfide che sono urgenti ma stimolanti per la creazione di una cultura efficacemente diretta al bene comune. Ciò richiede l'adozione di una visione lungimirante su come promuovere in modo più efficace lo sviluppo integrale per tutti i membri della famiglia umana, vicini o lontani nello spazio o nel tempo. Questa visione deve prendere forma nei centri di istruzione e cultura in cui viene creata la consapevolezza, in cui gli individui vengono formati nella responsabilità politica, scientifica ed economica e, più in generale, dove vengono prese decisioni responsabili”.

Ecco allora le risposte alle questioni secondo Papa Francesco: “dare vita reale al dialogo per il bene della condivisione della responsabilità per la cura della nostra casa comune, quella in cui nessuno "assolutizza" il proprio punto di vista; rendere le soluzioni tecnologiche parte di una visione più ampia che tenga conto della varietà delle relazioni esistenti; strutturare le nostre decisioni sulla base del concetto centrale di ciò che possiamo chiamare "ecologia integrale", fondato sulla consapevolezza che "tutto è collegato”".

 

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