Papa Francesco, “la spinta evangelizzatrice non è mai venuta meno nella Chiesa”

In un messaggio per le Pontificie Opere Missionarie, riunite nella loro assemblea generale a Lione, Papa Francesco richiama lo spirito missionario della Chiesa

Papa Francesco durante una udienza
Foto: Vatican Media
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Conversione missionaria, preghiera, concretezza della carità: sono i tre aspetti che Papa Francesco delinea per le Pontificie Opere Missionarie, in un messaggio diffuso in apertura della loro assemblea generale. Una assemblea particolare, che si tiene a Lione, e che porterà dritto alla beatificazione di Pauline Jaricot, la fondatrice dell’Opera Missionarie per la Propagazione della Fede 200 anni fa Fu questa opera che aprì la strada alla costituzione anche delle altre opere che divennero pontificie 100 anni fa. Una serie di giubilei, insomma, che si uniscono alla beatificazione e ai 400 anni della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, sotto il cui ombrello sono le Pontificie Opere Missionarie.

“La spinta evangelizzatrice – dice Papa Francesco – non è mai venuta meno nella Chiesa e rimane sempre il suo dinamismo fondamentale”. E ricorda che nella riforma della Curia il Dicastero per l’Evangelizzazione ha un ruolo speciale (il Papa stesso ne è prefetto), e che la conversione missionaria della Chiesa “non è proselitismo, ma testimonianza”.

Papa Francesco ricorda che “Pauline Jaricot amava dire che la Chiesa è di sua natura missionaria”, e che ogni battezzato “è una missione”.

Compito delle Pontificie Opere Missionarie, per Papa Francesco, è anche quello di “ aiutare i Vescovi ad aprire ogni Chiesa particolare agli orizzonti della Chiesa universale”.

Papa Francesco sottolinea tre aspetti che hanno contribuito alla diffusione del Vangelo.

Prima di tutto, la conversione missionaria, perché “la bontà della missione dipende dal cammino di uscita da sé, dal desiderio di non centrare la vita su sé stessi, ma su Gesù, su Gesù venuto per servire e non per essere servito”. La stessa Pauline Jaricot, dice Papa Francesco, “vedeva la sua esistenza come una risposta alla misericordia compassionevole e tenera di Dio”.

Questa conversione è possibile solo con la preghiera, aggiunge il Papa, perché “la preghiera è la prima forma di missione”, e infatti Pauline Jaricot affiancò all’Opera Missionaria anche l’iniziativa del Rosario Vivente.

Il terzo punto è invece la concretezza della carità. Papa Francesco ricorda che infatti “insieme alla rete di preghiera Pauline diede vita a una raccolta di offerte su vasta scala e in una forma creativa, accompagnandola con l’informazione sulla vita e le attività dei missionari”, e così “gli oboli di tanta gente semplice furono provvidenziali per la storia delle missioni”.

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